Cover foto: Flagship store di Venini a Milano
Un nuovo capitolo della storia di tre marchi emblematici del design italiano, che hanno fatto della luce uno dei capisaldi della loro produzione e delle collaborazioni con i più importanti architetti e designer italiani e internazionali, ha avuto inizio in concomitanza con la Milano Design Week 2026: Venini, Nemo Lighting e FontanaArte hanno presentato i nuovi flagship store nel capoluogo lombardo, tre progetti tutti da scoprire.
Al centro di questa evoluzione, da una parte emerge la forza del Nemo Group, guidato da Federico Palazzari, che oggi riunisce sotto un’unica visione dinamica l’eredità di Nemo Lighting, FontanaArte, Reggiani e ILTI Luce, operando con una rete globale attiva in ottanta Paesi. Parallelamente, Venini, sotto la guida della famiglia Damiani, consolida il legame storico tra Venezia e Milano, grazie al quale il sapere degli artigiani di Murano si è fuso con una milanesissima cultura del progetto. La tendenza comune è la creazione di spazi ibridi: showroom eleganti che integrano spazi dedicati alla progettualità ed elementi stilistici che evocano la storia dei brand. In questo contesto, il patrimonio dei grandi maestri del Novecento – da Gio Ponti e Carlo Scarpa a Le Corbusier e Charlotte Perriand – parla con le visioni dei creativi contemporanei, riaffermando la centralità di Milano come cuore pulsante del lusso e dell’innovazione.
Venini: la cultura del vetro in via Durini
Un dialogo lungo più di cento anni lega Venezia e Milano: risale al 1923 l’apertura del primo negozio milanese di Venini, ad opera del suo fondatore Paolo Venini. Il nuovo flagship store si insedia in via Durini 27, una delle arterie più strategiche del design district del centro della città. Lo spazio, che si estende su oltre 500 mq distribuiti su tre livelli, è stato concepito per narrare le due anime del brand: Art Glass e Art Light. L’architettura interna privilegia linee morbide e avvolgenti che richiamano la fluidità del vetro soffiato, con una palette materica ricercata che include pavimenti in seminato veneziano, finiture in ebano e travertino champagne, dove il Rosso Venini firma visivamente l’ambiente.
A collegare i piani è un’installazione di oltre tre metri composta da una versione monumentale dei celebri Poliedri di Carlo Scarpa, mentre il piano -1 ospita un omaggio a Gio Ponti con la riedizione delle sue Vetrate Grosse in cotisso. Elemento chiave è poi l’atelier al piano rialzato, una materioteca che raccoglie campioni di vetro, colori, moduli e finiture metalliche, dedicata ai professionisti per lo sviluppo di nuovi progetti.
Nemo Lighting: il campo di luce di Ron Gilad
Nemo Lighting rinnova la sua presenza milanese inaugurando lo showroom di Via Santa Cecilia 4a, situato a pochi passi dalla precedente sede. Il progetto, affidato all’artista e designer Ron Gilad, trasforma l’ambiente in un “field of light”, dove le lampade sono pensate come soggetti architettonici che modellano lo spazio e accompagnano il movimento dei visitatori.
La visione di Gilad si traduce in un layout intuitivo e personale, che rinuncia volutamente alle grandi narrazioni per lasciare che le idee scorrano in totale libertà. Svelato tra Milano Art Week e Design Week, lo spazio concepisce la luce come una materia viva da abitare: le installazioni ridisegnano i volumi e prolungano il dialogo con la città oltre i rigidi confini degli orari di apertura, rimanendo fedeli alla dichiarazione più pura del progettista: «I do not write stories. I design».
Flagship store di FontanaArte a Milano
FontanaArte celebra il suo atteso ritorno ufficiale nel centro di Milano con l’apertura della nuova boutique in Corso Monforte 19/A. La scelta della location è altamente simbolica, poiché occupa gli spazi che per decenni hanno ospitato Nemo Lighting, segnando un ideale passaggio di testimone all’interno del Nemo Group.
Il progetto di Franco Raggi, architetto e designer che nel corso degli anni ha contribuito a definire linguaggi, atmosfere e direzioni di FontanaArte, riprende i caratteri storici del marchio fondato nel 1932 da Gio Ponti e Pietro Chiesa: eleganza discreta, pavimenti in iroko a spina ungherese e una palette cromatica definita dal bianco avorio con accenti iconici di blu e arancio.
L’ingresso, caratterizzato da una porta in dischi di vetro e maniglia in ottone, introduce a un ambiente dove colonne mobili creano fondali geometrici per le collezioni, confermando lo showroom come punto di riferimento per architetti e appassionat