Foto Tiziano Ercoli & Riccardo Giancola
Via Giuseppe Mengoni 4, a pochi passi dal Duomo di Milano. È qui, nel cuore più elegante del centro storico, che ha riaperto Officine Profumarie Satinine. Storico marchio meneghino, fondato nel 1883 da Lorenzo Usellini e inizialmente specializzato nella rivendita di articoli da toeletta, a partire dal primo dopoguerra inizia la produzione di fragranze presentate in raffinate boccette della Vetreria Bormioli. Una ricerca di bellezza olistica, che ora prosegue con un nuovo board direttivo guidato dal CEO Andrea Galletti e da Ridgely Cinquegrana – presidente di Loewe. Primo passo del rilancio: l’inaugurazione della boutique, firmata dall’interior designer Mara Bragagnolo all’insegna di un “lusso senza tempo”, con finiture che riprendono gli interni Vecchia Milano e un mood accogliente che strizza l’occhio a quello degli androni dei palazzi storici.
La luce come elemento centrale del progetto
Il nome Satinine evoca al contempo lusso e precisione scientifica. Si tratta di una crasi composta dalla parola satin-seta, simbolo di eleganza e morbidezza, a cui è stato aggiunto il suffisso ine, utilizzato nelle classificazioni tassonomiche. Eleganze e performance sono anche alla base del progetto illuminotecnico dello spazio, curato dalla lighting designer Martina Frattura, selezionando Formalighting per la parte architetturale e Matlight Milano per il decorativo custom. Il concept è quello di una luce morbida, soffusa, pensata per “accarezzare” i materiali e rendere quella del cliente un’esperienza multisensoriale.
La luce risulta immediatamente avvolgente quando si supera l’ingresso, una grande porta vetrata con maniglia-lettera a forma di S, primo indizio che nulla, nemmeno i più piccoli dettagli, è stato lasciato al caso all’interno del nuovo Officine Satinine Milano. Il negozio è, nelle parole di Bragagnolo, «… un rifugio discreto e accogliente nel cuore della città: una forma gentile di lusso, pensata per essere condivisa». Il tema è quello dell’androne, l’idea è di creare un percorso rituale alla scoperta delle fragranze». I 70 metri quadrati sono organizzati in spazi diversi, ma scivolano l’uno dentro l’altro. I clienti vengono accolti dalla zona concierge, con bancone in radica illuminato da due table lamp con finitura cromata e temperatura colore di 2700K posizionate alle estremità.
L’illuminazione soffusa che caratterizza questa porzione di spazio è ottenuta con wall sconce a sezioni circolari che permettono, a piacimento, la customizzazione dell’effetto illuminotecnico sulla boiserie in rovere, della parete verticale.
Tra le due applique è stato sistemato un antico portachiavi originale da albergo, illuminato da un apparecchio lineare a parete orientato verso il basso: l’illuminazione continua sul piano-bancone usato per servire un caffè di benvenuto agli avventori.
Uno spazio costruito per sequenze e atmosfere
L’area curatoriale, concepita come un allestimento in continua evoluzione, ospita collaborazioni e installazioni temporanee, proiettando il brand in un dialogo costante con il mondo del design e dell’arte.
Il bancone centrale, realizzato su disegno in marmo rosso con venature bianche e con basamento in rovere, espone le creazioni profumarie racchiuse in flaconi di vetro con chiusura in bio-resina pregiata. Per proteggere la pietra gli architetti hanno studiato un piano d’appoggio in acciaio inox con aperture circolari sfalsate, in cui sono alloggiati i flaconi. Al di sotto di questa superficie è stata applicata una luce puntuale e direzionata verso l’alto, volta a creare un lieve accento, quasi teatrale, per ogni singolo flacone.
Nella boiserie di fondo, un poster d’epoca è sottolineato da un’applique. Al di sotto, saponette organiche profumate ed essenze selezionate vengono esaltate da apparecchi lineari, posti alla base del vano e non visibili all’osservatore, creando un delicato e scenografico accento sui prodotti. La volontà progettuale illuminotecnica di Frattura, in particolar modo per l’area espositiva, appena descritta, è stata quella di creare un’illuminazione con alto valore estetico, ma soprattutto di disegnare riflessi diffusi, in funzione di aumentare la consapevolezza del cliente di essere pienamente presente nello spazio, riportando l’attenzione ai propri sensi.
L’illuminazione per la valorizzazione dei prodotti
Nella boiserie di fondo sono esposte le fragranze d’ambiente, contenute in ampolle di vetro borosilicato. I prodotti sono illuminati da apparecchi da incasso orientabili (Ø 50 mm) a fascio stretto con sorgente luminosa nascosta, per un design a basso abbagliamento, che si integrano facilmente nell’architettura.
I profumi d’archivio sono esposti in una vetrinetta incassata nella parete di piastrelline lucide verdi; qui l’illuminazione è integrata nell’arredo metallico, invisibile, per creare un forte legame tra la tradizione del marchio e l’innovazione tecnologica odierna.
L’illuminazione è integrata anche nel mobile in rovere con ante scorrevoli in vetro cattedrale, protagonista dello spazio.
Un retail che punta sull’ esperienza sensoriale
Ultimo spazio di Officine Satinine Milano, un’esclusiva “saletta sensoriale”, uno spazio morbido e raccolto come un bozzolo arredato come un piccolo soggiorno. L’illuminazione a parete e una piccola lampada da tavolo con diffusore in onice, entrambi pezzi di Matlight Milano, contribuiscono alla definizione di un’atmosfera piacevolmente rilassante, quasi domestica.
Officine Satinine Milano è un caso esemplare di come uno spazio retail possa diventare manifesto di identità culturale. La progettista Mara Bragagnolo ha costruito un percorso sensoriale ispirato all’architettura milanese, mentre Martina Frattura ha disegnato una luce coerente con l’anima del brand, morbida, avvolgente, “satinata”. La sinergia tra le progettiste rappresenta l’esempio evidente di come discipline diverse, ma al contempo strettamente legate e connesse, debbano collaborare e interagire proficuamente, per unire gli intenti di un lavoro in cui architettura, materiali artigianali e luce devono confrontarsi continuamente e lavorare insieme, in questo caso, per restituire alla città un pezzo della sua storia profumiera.




