Cover Glo for Art
Ormai alle porte, il Salone del Mobile.Milano 2026 si preannuncia ricco di novità, con installazioni d’autore e attenzione al design da collezione. Le biennali si concentrano quest’anno sull’universo cucina e bagno; un focus sulle luci c’è stato, qualche settimana fa, a Light + Building di Francoforte. L’illuminazione non sarà presente nei padiglioni di Rho Fiera ma, al Fuorisalone, sono tanti gli appuntamenti per i lighting addicted. Dalle presentazioni di prodotto negli showroom del centro alle installazioni site specific in cui la luce gioca un ruolo fondamentale, fino alle collettive “di ricerca”, ecco la nostra selezione di eventi in città dal 21 al 26 aprile.
Fuorisalone 2026: le novità delle aziende da scoprire negli showroom
Corso Monforte (e dintorni) è, a buon titolo, la via delle luci di Milano. Qui si concentrano i monomarca di moltissimi brand, che per il Fuorisalone aprono le porte con allestimenti speciali, presentazione di nuovi prodotti o ampliamenti di gamma. Segnalarli tutti sarebbe davvero difficile, ma abbiamo selezionato quelli che potrebbero riservare interessanti sorprese a chi ama design e luce.
Da Flos (corso Monforte 9) sarà ufficialmente lanciata la rivoluzionaria lampada da parete Maap di Erwan Bouroullec, già vista a Euroluce 2025, con un allestimento speciale del negozio. Protagonista anche Konstantin Grcic, ma non ci sono notizie precise a riguardo.
Foscarini (corso Monforte 19) presenta un progetto di ricerca pura. Intrecci di luce/Knotted light è un laboratorio di sperimentazione sull’incontro tra luce e maglieria 3D. L’allestimento mostra i lavori di due designer. Da un lato Joseph Forakis, con lampade dai volumi inediti, nati spingendo al limite le possibilità della lavorazione a maglia anche attraverso l’adattamento delle macchine e l’impiego di filati non convenzionali. Dall’altro, Lorenzo Palmeri, che ha applicato al mondo del design lavorazioni tipiche del mondo della moda, studiando la capacità delle superfici bidimensionali di un tessuto di diventare tridimensionali.
Nel suo showroom (corso Monforte 19) Artemide lancia le ultime novità, soprattutto ampliamenti di gamma che spaziano dall’illuminazione tecnica a quella decorativa.
Aperto anche il monomarca Occhio (corso Monforte 13) con tutte le novità presentate nell’allestimento The Art of Reflection.
Con l’allestimento Chapter One e sotto la direzione artistica di Luca Nichetto Barovier&Toso (via Durini 5) presenta la sua nuova identità visiva progettata da Studio Blanco, insieme a nuove collezioni in vetro di Murano create da Nichetto® e da designer internazionali tra cui Claesson Koivisto Rune, Emmanuel Babled, García Cumini.
Lodes (via della Moscova 33) presenta la sospensione Axia, realizzata in collaborazione con i designer Vittorio Venezia e Carolina Martinelli.
Location in città, tra installazioni e nuovi prodotti
Cosentino presenta AXIS, l’installazione firmata con Tom Dixon a Casa Manzoni (Via Gerolamo Morone 1), un percorso suggestivo, articolato in una sequenza di ambienti immersivi, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso di materiale, forma e percezione sensoriale: dai tavoli scultorei, alle superfici architettoniche, fino a giochi di luce, suono e riflessi.
Alla Fondazione Istituto dei Ciechi (via Vivaio 7) il brand di automotive cinese Geely sceglie di raccontarsi con un’installazione interattiva di Dotdotdot. Anima Mundi. A visionary Impulse attraverso proiezioni e luci rilegge la natura come una rete viva di relazioni, in cui l’essere umano non è una presenza dominante, ma in armonia con le altre specie.
Il marchio 6:AM prende gli spazi della Piscina Romano (via Ampère 24) per mettere in mostra le sue creazioni di vetro, lampade in equilibrio tra tecnologia e artigianato.
Non ci sono troppe anticipazioni, ma sarà di sicuro un’esplosione di colore, l’installazione di Yinka Ilori per Veuve Clicot alla Mediateca Santa Teresa (via della Moscova 28). Il titolo Chasing the Sun parla di good vibes e relax, magari sorseggiando un bicchiere di champagne al temporary bar.
Per chi ama la luce e le installazioni vale una visita Palazzo Moscova (via della Moscova 18) che ospita glo fort art 2026. L’opera di Numero Cromatico è un grande cerchio arancione che è un portale interattivo. Luce, colore, suono, parola, tatto e profumo creano un paesaggio in evoluzione, dove ogni gesto condiziona l’aspetto dell’ambiente.
Al Fuorisalone 2026, Ingo Maurer presenta Here we YaYaHo again negli spazi di Via Varese 13 :una nuova fase di sviluppo di YaYaHo, la soluzione per l’illuminazione a bassa tensione che dal 1984 ha ridefinito il modo di pensare e progettare la luce. Si tratta di un sistema che non è un sistema, un insieme di specchi, paralumi e lampade sospesi da una coppia di fili conduttori, senza una forma definitiva, che richiede un apporto creativo da parte di chi lo utilizza.
La lampada Drifting Light di Preciosa Lighting diventa protagonista di un allestimento site-specific alla Tempesta Gallery (Foro Buonaparte 68) fatto con 60 pannelli in vetro soffiato, sospesi in verticale e in orizzontale, che grazie a microbolle d’aria intercettano colore e luce.
Le collettive più interessanti, dove il design si fa ricerca
Sicuramente vale sempre una visita Alcova, che per la sua undicesima edizione torna a colonizzare l’Ospedale Militare di Baggio (via Simone Saint Bon 7), un affascinante complesso semi-abbandonato nel quartiere Primaticcio risalente al periodo successivo alla Prima guerra mondiale. Assieme all’ospedale, la piattaforma per il design indipendente apre le porte di Villa Pestarini di Franco Albini (via Mogadiscio 2/4).
Torna a Palazzo Litta (corso Magenta 24) MoscaPartners Variations 2026, la selezione di designer, creativi e aziende curata da Caterina Mosca e il suo team per offrire una riflessione sulla ricerca progettuale contemporanea. Quest’anno il filo conduttore è il tema delle metamorfosi, principio ispiratore dell’installazione Metamorphosis in Motion firmata da Lina Ghotmeh nel cortile d’onore del palazzo.
Nilufar torna alla Milano Design Week con una serie di nuovi progetti. Al Nilufar Depot (via Lancetti 34), prosegue il dialogo distintivo tra icone vintage e opere contemporanee, con un’ancora non rivelata presenza scenografica che accoglierà i visitatori fin dall’ingresso. Alla Nilufar Gallery (via della Spiga 32) invece ci sarà una mostra curiosa e sorprendente, ma ancora non si sa su cosa punteranno i riflettori la selezione di Nina Yashar, in ogni caso una certezza.