Tutti abbiamo dei quadri appesi alle pareti di casa. Semplici elementi decorativi, racconti per immagini di una passione, opere “di famiglia” o, magari, parte di una raccolta, sono compagni silenziosi di ogni giorno, che danno un boost allo stile degli interni parlando in maniera silenziosa di chi abita gli spazi. Ma come illuminare i quadri sulle pareti di casa? La domanda, apparentemente semplice, apre a un discorso più ampio che va dai semplici consigli alle dritte più tecniche, utili a valorizzarli senza rovinarli.
Illuminare quadri: le regole base per non rovinarli
Ovviamente, sarebbe sempre meglio posizionare i quadri su muri che non sono esposti alla luce naturale troppo forte, per far sì che i pigmenti non sbiadiscano nel tempo, le carte non ingialliscano e i dipinti (specie quelli a olio) non si rovinino o non si crei il fastidioso craquelé, quel reticolo di screpolature superficiali conseguenza comune del passare del tempo, ma che drasticamente può peggiorare con l’azione del sole.
In generale, per illuminare i quadri, è meglio preferire sorgenti LED che non emettono infrarossi e ultravioletti, dannosi per le superfici, e che in molti casi sono dimmerabili e controllabili elettronicamente in maniera precisa. Se possibile, le sorgenti dovrebbero avere un CRI (indice di resa cromatica) elevato, almeno 90, per valorizzare i dettagli delle opere, sia che si tratti di stampe o di dipinti.
Quale temperatura di colore scegliere per illuminare i quadri?
Il consiglio generale è quello di usare sorgenti con temperatura colore tra 4.000 e 5.000 K per quadri dai colori prevalentemente freddi, 3.000 K se invece ci sono colori caldi. Ma, ovviamente, la scelta deve tenere contoprimariamente dell’atmosfera che si vuole ottenere nello spazio e del mood della casa in generale.
Come illuminare i quadri come in una galleria d’arte
Ci sono soluzioni per illuminare i quadri sulle pareti di casa che riprendono, semplificandole, le tipiche applicazioni museali. Si possono usare binari elettrificati con faretti orientabili, una scelta che strizza l’occhio al lighting tecnico ideale nel caso di piccole collezioni o in un corridoio lungo.
Il vantaggio principale è quello di poter orientare il fascio luminoso con precisione per ottenere luce spot sulle opere, i lighting designer raccomandano come perfetto un angolo di 30° per evitare ombre riportate. Oppure si possono installare apparecchi con ottica wallwasher che, come suggerisce il nome, “lavano la parete” illuminando muro e quadri in maniera uniforme. Un’altra soluzione è quella di usare la luce indiretta, puntandola verso il soffitto, per un effetto più soft.
Illuminare i quadri con applique e luci dedicate
La soluzione più classica per illuminare i quadri è quella di installare, sopra il bordo superiore della cornice, un’applique lineare (profilo LED) o con un piccolo sbraccio. In commercio esistono diverse soluzioni, si va da modelli più classici e decorativi a proposte tecniche che uniscono un design minimale a LED performanti.
Straight_W di Linea Light Group è un’applique essenziale, con corpo in ABS nelle colorazioni bianco, cromo e nero e diffusore in policarbonato.
Loft di Ferroluce è una proposta meno tecnica ma più decorativa, grazie al suo mood vintage e al corpo in metallo ossidato ad arte.
Ikon di Egoluce ha un braccio orientabile, da posizionare con precisione per evitare riflessi e ombre.




