Cover: Foto Patrick Graf
A Montreux, Svizzera, il panorama gastronomico si arricchisce con un nuovo protagonista: apre Huit Sushi, un ristorante giapponese che ridefinisce l’esperienza culinaria attraverso lo spazio e (soprattutto) la luce. Il progetto è firmato dallo studio svizzero Craft & Concept, in collaborazione con November Architects, e si distingue per un approccio integrato: il team ha seguito design, produzione e implementazione on-site, realizzando ogni elemento su misura, dalle strutture agli arredi, fino alle soluzioni luminose.
Un open-space organizzato da pareti luminose e flussi continui
Il concept riflette un’idea di spazio tipicamente giapponese: rilassata, calibrata e minimalista, in un ambiente che si potrebbe definire neutro e flessibile, quasi una tela bianca su cui la luce disegna ritmi e atmosfera.
Non è un progetto che impone una narrativa fissa ma piuttosto dinamica, in cui il vero coup de théâtre sono le due pareti che si intersecano – una in metallo lucido e una in acrilico retroilluminato – e che organizzano il locale in quattro zone: cucina a vista, sala, cocktail bar e lounge d’attesa. Questa composizione a croce consente una circolazione intuitiva senza barriere fisiche, oltre a orientare i flussi direzionali. Sarebbe riduttivo considerare questi elementi strutturali come semplici componenti funzionali: diventano dispositivi luminosi da cui nascono giochi di luce/ombra e percezioni che modulano non solo lo spazio ma anche l’esperienza dei clienti. E, oserei dire, anche le emozioni.
Luce RGB e superfici riflettenti che modulano atmosfera e percezione
Il sistema LED sviluppato internamente e su misura da Craft & Concept consente transizioni cromatiche fluide su tutto lo spettro RGB, dai bianchi freddi ai rossi profondi e ai blu intensi. Intensità e temperatura colore sono regolabili con precisione, così da modulare l’atmosfera dall’intimità soffusa alla luminosità vivace, secondo necessità e occasione.
Ad amplificare il potere dell’impianto di illuminazione sono le superfici metalliche riflettenti della cucina e del bar, che creano effetti cangianti dinamici. L’area dedicata alla cucina, rivestita in nero opaco, appare come un volume monolitico dalla forte identità, con pannelli acustici nel soffitto che garantiscono massimo comfort sonoro. La porta, integrata nel sistema luminoso del ristorante, può fondersi con la parete LED oppure creare un contrasto cromatico.
Il progetto illuminotecnico di Huit Sushi non cerca effetti spettacolari ma lavora sulla coerenza e sulla qualità percettiva: la luce non è semplice decorazione, ma diventa parte dell’architettura stessa che definisce la gerarchia degli spazi. Regola relazioni, organizza flussi e genera emozioni creando un (solitamente) difficile equilibrio, ma raggiunto, tra precisione tecnica ed emozione intuitiva.




