Installation view of Machine Dreams: Rainforest, DATALAND, Los Angeles, CA, June 20, 2026 – January 31, 2027. © 2026 Refik Anadol Studio on behalf of DATALAND. Photo: Refik Anadol Studio
Dopo un’attesa durata anni è pronto all’apertura Dataland, il primo museo interamente dedicato all’arte dell’Intelligenza Artificiale. Ideato e curato da Refik Anadol Studio, pioniere dell’estetica dei dati e della media art, Dataland si trova nel cuore culturale di Downtown Los Angeles, all’interno dell’edificio di Frank Gehry The Grand LA e proprio accanto a istituzioni come la Walt Disney Concert Hall, The Broad e il MOCA.
«LA è da sempre una città che guarda al futuro nell’arte, nella musica, nel cinema, nell’architettura e molto altro, quindi aprire Dataland qui è naturale – ha dichiarato Anadol – Avere uno spazio permanente per sviluppare un nuovo paradigma di ciò che un museo può essere, fondendo immaginazione umana, intelligenza delle macchine e le tecnologie più avanzate, rappresenta la realizzazione di uno dei miei sogni più grandi. Farlo in un edificio progettato da uno dei miei eroi, Frank Gehry, è quasi incredibile».
Dataland: l’immaginazione umana incontra l’intelligenza delle macchine
Dataland è, di fatto, il primo museo al mondo dedicato all’Arte dell’Intelligenza Artificiale; il suo percorso punta a introdurre i visitatori a forme artistiche emergenti, al confine tra tecnologia ed esperienza umana.
La mostra inaugurale Machine Dreams: Rainforest dello stesso Refik Anadol sarà visibile fino al prossimo 27 gennaio. Si tratta di ambienti immersivi che occupano tutte le cinque gallerie del complesso, ispirati alla foresta amazzonica; le opere sono state sviluppate attraverso il Large Nature Model di Refik Anadol Studio, il primo modello di intelligenza artificiale open source addestrato basandosi sull’intelligenza intrinseca della natura. Questo approccio si distingue dagli attuali grandi modelli linguistici di AI che partono dall’intelletto umano. «Il nostro modello mira ad aumentare la consapevolezza sui problemi ambientali e a ispirare soluzioni innovative trovando connessioni tra archivi isolati. Inoltre, coinvolgendo le persone su molteplici livelli sensoriali, i risultati del modello rendono tangibile il concetto astratto della conservazione ambientale, incoraggiando una responsabilità collettiva ad agire», chiosa Refik Anadol.
La mission di Dataland
Sottolineano i fondatori che Dataland si impegna per favorire pratiche etiche nella raccolta dei dati e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’ambizione del museo è quella di definire lo standard globale per la presentazione, la curatela e l’esplorazione dell’arte guidata dall’AI, stabilendo un nuovo modello di istituzione culturale nell’era digitale.