Cover photo: Ingo Maurer, Butterflies Dreaming
La lampadina a incandescenza ha rivoluzionato il mondo. Non per nulla è, nei fumetti e nell’iconografia comune, simbolo di un’idea geniale. Inventata da Thomas Edison nel 1879, ha portato la luce ovunque ci fosse energia elettrica a disposizione. Il suo profilo, la sua linea curva pura e delicata, è un capolavoro di simmetria e minimalismo. Le sue performance sono state superate da sorgenti “moderne”, su tutte il LED, ma il suo profilo non è stato dimenticato. Tanto che in commercio non mancano le lampadine così dette retrofit, dalla forma tradizionale e dal cuore tecnologico.
Nel tempo, la forma della lampadina ha ispirato designer e creativi. Sono diverse le lampade di design – classici senza tempo o modelli più recenti – che riprendono la silhouette della lampadina a incandescenza, giocando con ironia e citazionismo. E sono tantissimi anche le proposte che trasformano la lampadina in elementi protagonista, senza nasconderla dietro un paralume.
Edison’s Nightmare di Davide Groppi
L’ironia e la nostalgia sono alla base di questa applique, disegnata da Harry Thaler per la piacentina Davide Groppi. «Tra mille vicende, divieti, assurde norme tecniche, siamo arrivati alla fine» si legge sul sito del brand, in un elogio alla lampadina a incandescenza, ufficialmente “fuorilegge” dal 2012. E così Edison’s Nightmare, l’incubo dello scienziato, inchioda il bulbo al muro, sancendo la sua fine di pubblica utilità ma elevandolo ad opera d’arte.
Lampadina di Flos
Disegnata dal geniale Achille Castiglioni per l’inaugurazione del negozio Flos di Torino nel 1972, questa lampada da tavolo è diventata uno dei più longevi long seller del marchio. La base in alluminio anodizzato, che ricorda le pizze della pellicola cinematografica, consente di avvolgere il cavo elettrico e integra l’interruttore on-off. Il bulbo sovradimensionato ha una parte di sfera sabbiata, per evitare l’abbagliamento.
B.Bulb di Ingo Maurer
Evoluzione del “classico” di Ingo Maurer del 1966, la nuova B-Bulb è una piccola lampada compatta a batteria, che si ricarica tramite cavo USB. La base, che simula l’attacco E14 delle lampadine, è in metallo cromato lucido, il bulbo è in vetro di Murano soffiato a mano.
Teti di Artemide
Da usare come micro-plafone o a muro come applique, fu progettata da Vico Magistretti nel 1970 e da allora non è mai uscita dal catalogo di Artemide. Realizzata in materiale termoplastico bianco, arancione, grigio o trasparente, è così discreta che lascia la parte del protagonista alla lampadina, oggi a LED retrofit, che si avvita sul portalampada integrato.
Monkey e Mouse Lamp di Seletti
L’irriverente Marcantonio ha firmato per Seletti una gamma di lampade a forma di animaletto che reggono tra le zampe delle lampadine. Tra queste, scimmie e topolini.
Birillo di Mazzega
Amatissima dai collezionisti e da tempo fuori produzione, venne disegnata da Carlo Nason negli Anni ’70. Da terra, Birillo è composta da due parti in vetro di Murano, una colorata e l’altra satinata che ricorda la lampadina.
Block Lamp di Design House Stockholm
Disegnata da Harri Koskinen per Design House Stockholm, è un modello da tavolo che ricorda un blocco di ghiaccio con una lampadina “congelata” al suo interno.
Bulb Tube, Buster+Punch
Una lampadina ma dall’appeal contemporaneo, la sospensione del brand londinese Buster+Punch è un condotto luminoso allungato che emette una luce calda, simile a quella delle candele.




