Ambientec, il CEO Yoshinori Kuno: «Creiamo lampade che durano una vita»

Yoshinori Kuno racconta la nascita di Ambientec e il suo approccio alle lampade ricaricabili: dalla tecnologia sviluppata per le attrezzature subacquee alla collaborazione con designer come Nao Tamura, Elisa Ossino e Norm Architects, fino alla ricerca su materiali, artigianato e riparabilità.

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Cover photo: Yoshinori Kuno, fondatore e CEO di Ambietec

Ambietec è un marchio giapponese che esiste da più di 15 anni ma, in Italia, è ancora un brand emergente. Si tratta al momento di una chicca per veri intenditori, un produttore di lampade da tavolo ricaricabili di alta gamma, che durano una vita intera. La grande ricerca tecnologica (in parte derivata dalla “vita precedente” del marchio) incontra l’alta artigianalità per creare piccole sculture fatte di materiali preziosi. Non è il prezzo della materia prima a guidare le scelte, non è la ricerca del massimo profitto ma la voglia di creare qualcosa di bello. Abbiamo parlato con Yoshinori Kuno, fondatore e CEO di Ambietec, per scoprire qualcosa in più.

Madco, design Elisa Ossino. Foto Hiroshi Iwasaki

Com’è nato il marchio Ambientec e in che modo la sua precedente esperienza nell’illuminazione tecnica ne ha influenzato lo sviluppo? Cosa l’ha portata a concentrarsi esclusivamente sulle lampade ricaricabili?

«Per molti anni, già prima della fondazione di Ambientec, ci siamo occupati dello sviluppo e della produzione di custodie subacquee per fotocamere e di apparecchiature di illuminazione. Volevamo applicare al mondo dell’illuminazione per gli interni e per la vita quotidiana le tecnologie che avevamo perfezionato nel settore dell’illuminazione tecnica: prestazioni di impermeabilità in grado di resistere a profondità di 100 metri, la robustezza richiesta agli strumenti professionali e il know-how nel controllo dei LED alimentati a batteria. Allo stesso tempo, il grande terremoto avvenuto in Giappone orientale nel 2011 ha rappresentato per me un importante punto di svolta.

Hymn Pro, design Hiroto Yoshizoe. Foto Shunsuke Watanabe

Piuttosto che creare prodotti destinati alla produzione di massa e a un rapido consumo, desideravo realizzare oggetti che potessero essere utilizzati per tutta la vita e che le persone potessero amare e custodire per la loro bellezza. Ambientec è nata per dare forma a questa visione. Abbiamo scelto di specializzarci nelle lampade ricaricabili perché i progressi delle tecnologie LED e delle batterie, uniti alla nostra esperienza, potevano liberare la luce dalla dipendenza dalle prese elettriche e consentire la creazione di forme di illuminazione completamente nuove. Eravamo convinti che questo ci avrebbe permesso, pur essendo entrati relativamente tardi nel settore, di costruire un marchio con una ragione d’essere autentica e significativa».

Dove vengono realizzati i vostri prodotti? Chi si occupa del design e dove viene distribuito il marchio in Italia?

«Siamo un marchio giapponese e tutte le attività di sviluppo prodotto, ingegnerizzazione e definizione degli standard qualitativi vengono svolte internamente nel nostro Paese Un’ampia gamma di componenti, tra cui elementi metallici, vetro, legno e carta washi, viene realizzata dai nostri partner produttivi di fiducia in Giappone e in Cina. I nostri prodotti prendono vita grazie a una stretta collaborazione tra designer esterni e il nostro team interno di ingegneri. Tra i designer che hanno firmato prodotti Ambientec figurano Nao Tamura, Hiroto Yoshizoe, Yoshiki Matsuyama, Ryuichi Kozeki, Elisa Ossino, Kensaku Oshiro e Norm Architects. In Italia, i prodotti Ambientec sono disponibili attraverso Porro, con cui condividiamo una speciale collaborazione, e tramite Mohd. Inoltre, possono essere acquistati online attraverso il nostro partner Archiproducts».

Fotica, design Kensaku Oshiro

La vostra collezione è definita da un “approccio industriale combinato con la precisione dell’artigianato di alta qualità”. Come riuscite a bilanciare questi due aspetti apparentemente contrastanti?

«I componenti strutturali e i sistemi ottici vengono realizzati tramite processi industriali che danno assoluta priorità alla precisione, mentre per le parti esterne e le finiture più dettagliate vengono impiegate lavorazioni manuali. Ad esempio, il taglio dei metalli viene eseguito con precisione mediante macchine CNC, mentre la texture superficiale e la lucidatura sono affidate all’esperienza di artigiani specializzati. Inoltre, poiché il vetro cristallo è interamente lavorato a mano, le interfacce tra questo e i componenti di precisione vengono progettate fin dalle prime fasi per accogliere le naturali variazioni del materiale. Queste pratiche si basano sulla filosofia di individuare il modo migliore possibile per realizzare ciò che il designer ha immaginato e progettato».

Cachalot, design Yoshiki Matsuyama. Foto Yume Takakura

Quali materiali utilizzate e quali criteri guidano il vostro processo di selezione?

«Utilizziamo principalmente materiali durevoli che non si degradano facilmente nel tempo, come il metallo e il vetro, così da garantire una lunga durata del prodotto. Per quanto riguarda la plastica, impieghiamo materiale vergine nelle aree che richiedono elevata trasparenza e resistenza, mentre utilizziamo materiale riciclato proveniente dai nostri stessi processi produttivi per le parti verniciate o per componenti che non influenzano l’aspetto finale del prodotto. Recentemente abbiamo iniziato a integrare materiali naturali come il legno. Sebbene non fossimo abituati a lavorare con materiali caratterizzati da variazioni individuali, la loro combinazione con componenti di precisione rappresenta per noi una nuova sfida e una grande opportunità per valorizzarne il fascino unico. In ogni caso, non basiamo le nostre scelte sui costi dei materiali o sull’efficienza produttiva: la nostra priorità assoluta è selezionare materiali che massimizzino il valore della collezione».

Turn, design Nao Tamura

Quali sono i vostri prodotti iconici e cosa li rende distintivi?

«Uno dei nostri prodotti di punta è la serie Turn. Realizzata in metallo pieno ricavato da un unico blocco e caratterizzata da una notevole solidità materica, Turn è una lampada da lavoro che illumina elegantemente le mani e lo spazio immediatamente circostante. La sua versione “sorella”, Turn+, è invece una lampada d’atmosfera progettata per creare ambienti suggestivi e accoglienti. Pur essendo lampade da tavolo, entrambe sono dotate di struttura impermeabile, che ne consente l’utilizzo sia in ambienti interni sia esterni. Xtal è una lampada dalle dimensioni di un bicchiere tumbler, disponibile in diverse lavorazioni del vetro cristallo. Grazie ai giochi di riflessione della luce, valorizza con eleganza qualsiasi superficie. Hymn rappresenta una reinterpretazione contemporanea della tradizionale fiamma di una candela. La luce attraversa una lente rifrangente in leggero movimento, creando un effetto delicato e vibrante che ricorda il tremolio naturale della fiamma. Cachalot, infine, è una lampada scultorea ispirata al capodoglio. Si distingue per la trasparenza cristallina dell’acrilico ad alta purezza, abbinata a una luce calda che sembra provenire dalle sue profondità. Riesce a coniugare perfettamente la presenza elegante di un oggetto decorativo con una luce morbida e rassicurante per l’uso quotidiano».

Xtal, design Ryuichi Kozeki

Quali sono i vostri prossimi progetti e come immaginate la crescita futura e la direzione dell’azienda?

«Attualmente, oltre allo sviluppo di nuove collezioni, siamo fortemente impegnati nel dialogo con gli utenti attraverso l’Ambientec Gallery, inaugurata un anno fa. Le nostre prossime presentazioni al Salone del Mobile.Milano, durante Euroluce, sarà per noi fondamentale. Non vogliamo limitarci a presentare nuovi prodotti: intendiamo esprimere la nostra filosofia e mostrare il nostro impegno nel ridefinire il significato del fare impresa e del produrre nel mondo contemporaneo. Sebbene la nostra azienda sia ancora nel percorso che la porterà a diventare un marchio realmente globale, non abbiamo l’intenzione di ampliare continuamente il catalogo o di inseguire una crescita senza limiti. Il nostro obiettivo è offrire soltanto ciò che merita davvero di essere immesso sul mercato, in quantità consapevoli e appropriate. Oltre a questo, desideriamo promuovere una cultura della durata nel tempo, garantendo che i prodotti già realizzati possano essere riparati e tramandati, accompagnando le persone per tutta la vita.

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Atmosfera è uno spazio aperto al dialogo. Se la luce è parte fondamentale della tua ricerca o di un tuo progetto specifico, siamo pronti ad ascoltarti. Selezioniamo progetti illuminotecnici, installazioni artistiche, progetti fotografici e storie capaci di esplorare il potenziale narrativo della luce.

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