La genesi della lampada Parentesi e di quel bozzetto di Pio Manzù che ispirò Achille Castiglioni

Disegnata nel 1971 per Flos, Parentesi nasce dall’incontro indiretto tra Pio Manzù e Achille Castiglioni, che sviluppò un suo bozzetto dopo la morte del designer. Dal meccanismo con faretto scorrevole e contrappeso al packaging originale, fino alle edizioni del 50° anniversario: storia ed evoluzione di una delle icone del design italiano.

Semplice e raffinatissima, presenza discreta ma che si fa notare ovunque, senza strillare. Parliamo della lampada Parentesi di Flos, uno strano “ibrido” tra piantana e sospensione del 1971, firmato da Achille Castiglioni e Pio Manzù. Luce d’accento direzionabile con precisione, ma anche luce indiretta sufficiente a rischiarare un intero ambiente se puntata verso l’alto, ha un ingombro minimo e sta bene anche contro una parete o in un angolo.

Parentesi, Flos

La sua struttura è tanto semplice quanto innovativa. La lampada Parentesi è composta da un faretto orientabile che scorre lungo un cavo metallico, fissato al soffitto e mantenuto in tensione attraverso uncontrappeso a terra.

Parentesi, Flos

Il bozzetto di Pio Manzù da cui nasce Parentesi

Non tutti sanno che Castiglioni e Manzù non hanno disegnato insieme la Parentesi. I due designer neppure si conoscevano. La storia è davvero curiosa, e inizia nel 1969 – dopo la morte di Manzù, quando Castilgioni vide alcuni disegni del creatore della Fiat 127 grazie alla vedova. Fu immediatamente colpito dall’abbozzo di una lampada fatta con una latta cilindrica scanalata montata su un’asta, in grado di ruotare a 180°. L’idea, che sottolinea l’ossessione di Pio Manzù per la semplicità e la riduzione dei costi, venne affinata da Castiglioni assieme ai tecnici Flos.

I disegni originali di Achille Castiglioni

Come Achille Castiglioni trasformò l’idea nella lampada Parentesi

La latta fu sostituita con una lampadina, l’angolo di movimento venne aumentato e l’asta venne sostituita con un filo di ferro per rendere l’insieme più leggero. Infine, per aumentare l’attrito tra i componenti e mantenere nella posizione desiderata la sorgente, venne aggiunto il caratteristico maniglione metallico. Dal momento che la Parentesi non sarebbe mai nata senza quel disegno, Castiglione scelse di accreditare il prodotto anche al collega Manzù. A catalogo del brand da 55 anni, la lampada Parentesi è stata insignita del Compasso d’Oro nel 1979.

Parentesi, Flos. Le edizioni speciali per il 50° anniversario

Come è cambiata la lampada Parentesi dal 1971 a oggi 

L’originale lampadina con attacco Edison è stata sostituita da una retrofit LED, il contrappeso è monomaterico e le componenti sono pensate per essere disassemblate e riciclate a fine vita. Queste sono le principali “innovazioni contemporanee” della lampada Parentesi, disponibile in nero, rosso, bianco e nichel e venduta smontata, ieri come oggi. Quello che è cambiato è il packaging: oggi una tradizionale scatola di cartone, in origine era una valigetta in plastica trasparente ispirata a del materiale promozionale Fiat, di nuovo nato dalla fantasia di Pio Manzù.

Parentesi, Flos. La riproduzione del packaging originale per le edizioni speciali in occasione del 50° anniversario

Le edizioni speciali di Flos per i 50 anni di Parentesi

Nel 2021 Flos con Calvi Brambilla ha lanciato due edizioni limitate della lampada Parentesi. Per festeggiare i cinque decenni sul mercato è stata reintrodotta la confezione originale assieme a due inedite nuance per il maniglione: arancione, il colore preferito di Achille Castiglioni, e turchese, la tonalità che Pio Manzù sceglieva per i suoi prototipi.

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