3 lampade di Vico Magistretti disegnate più di 50 anni fa ma ancora attualissime

Dalù, Atollo e Teti sono nate tra gli anni Sessanta e Settanta e sono ancora in produzione. Tre lampade di Vico Magistretti che raccontano la sua “eleganza semplice”, tra geometrie essenziali, materiali allora sperimentali e soluzioni assolutamente contemporanee.
Cover: Atollo di Oluce

Ludovico – detto Vico Magistretti – è una delle personalità più importanti del design e dell’architettura italiana del secondo dopoguerra. Con il suo stile geometrico e rigoroso ha definito il concetto di “eleganza semplice”, creando edifici iconici e, soprattutto, pezzi d’arredo ancora attualissimi. Figlio d’arte (anche suo padre e suo nonno erano architetti), è stato tra i promotori della nascita dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale nel 1956; attivo fino all’anno della sua morte nel 2006, oggi i suoi uffici milanesi di via Conservatorio ospitano una Fondazione dedicata alla sua opera e alla sua ricerca.

Ritratto di Vico Magistretti su Golem

Vico Magistretti è stato un designer prolifico, anche nel campo dell’illuminazione. Sono decine le sue lampade ancora oggi prodotte e vendute con grande successo da importanti brand italiani. L’Eclisse di Artemide, nata da uno schizzo su un biglietto della metropolitana come soluzione per definire l’intensità luminosa della sorgente in maniera meccanica, è probabilmente la sua lampada più conosciuta e apprezzata, ma non è l’unica ad aver attraversato indenne oltre mezzo secolo. E infatti accanto a questo piccolo-grande colpo di genio abbiamo scelto altre tre lampade disegnate da Vico Magistretti che secondo noi rappresentano un guizzo di genio.

Dalù di Artemide

Dalù di Artemide, due semisfere in tecnopolimero stampato

La silhouette inconfondibile, una forma in perfetto equilibrio che nasce dall’unione di due semisfere, ha reso Dalù un pezzo senza tempo. Disegnata negli anni ’60 per Artemide, è prodotta in tecnopolimero stampato, una grande innovazione tecnica per l’epoca. Proposta inizialmente in bianco o nero, è stata rieditata a partire dal 2005 in nuove colorazioni, più accese e contemporanee. Un fun fact: il suo nome pare sia quello del bassotto di Vico Magistretti.

Dalù by Artemide
Atollo di Oluce

Atollo di Oluce, cilindro, cono e semisfera rileggono l’abat-jour

Atollo è una lampada da tavolo dall’innegabile eleganza. Disegnata da Vico Magistretti nel 1977, quando era direttore artistico di Oluce, è stata premiata con il Compasso d’Oro nel 1979. La sua forma pulita, che rilegge quella della classica abat-jour, nasce dall’unione di due parti: una colonna dall’aspetto massiccio, composta da un cilindro unito a un cono, e una calotta semisferica.   La lampada viene proposta in tre dimensioni e differenti combinazioni di materiali: con supporto di metallo e calotta in vetro opalino, tutta di vetro o tutta di alluminio con finitura oro o nera.

Atollo di Oluce
Teti di Artemide

Teti di Artemide, l’applique in materiale termoplastico nata nel 1970

Piccola applique o micro plafone, pezzo di design democratico (anche nel prezzo), Teti di Artemide è un long seller del brand di Pregnana Milanese fin dal 1970. Realizzata in materiale termoplastico, la sua forma a goccia esalta quella della sorgente luminosa, una lampadina E27, oggi retrofit. Iper-minimalista e massimamente funzionale, perfetta se installata da sola ma deliziosa anche in gruppo, Teti è proposta in 11 colori diversi, anche fluo e trasparenti, con cavi ben visibili.

Teti di Artemide

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