James Turrell ha creato lo Skyspace più grande di sempre: cosa sappiamo di “As Seen Below – The Dome” 

L’opera è (quasi) pronta: all’ARoS Aarhus Art Museum, nel cuore della città danese, inaugura a Giugno 2026 lo Skyspace più grande mai realizzato da James Turrell, una cupola immersiva in cui luce naturale e artificiale definiscono spazio e percezione.
L’opera è (quasi) pronta: all’ARoS Aarhus Art Museum, nel cuore della città danese, inaugura a Giugno 2026 lo Skyspace più grande mai realizzato da James Turrell, una cupola immersiva in cui luce naturale e artificiale definiscono spazio e percezione.
James Turrell, As Seen Below – The Dome, a Skyspace by James Turrell. Foto Mads Smidstrup ©ARoS 2025
James Turrell, As Seen Below - The Dome, a Skyspace by James Turrell. Foto Mads Smidstrup ©ARoS 2025

Save the date: 19 giugno 2026. È questo il giorno in cui i visitatori di ARoS Aarhus Kunstmuseum, nel cuore dell’omonima città danese, potranno vivere un’esperienza immersiva di luce e contemplazione grazie all’inaugurazione di As Seen Below – The Dome, il più grande Skyspace mai realizzato in un contesto museale da James Turrell, maestro della light art e pioniere nella ricerca sulla luce e sulla percezione. Progettata come un’opera monumentale, questa cupola gigante è, un ambiente definito da un’apertura che incornicia il cielo e da cui la luce, vera protagonista, entra come fosse una lama tagliente ma delicata a modellare lo spazio, mutando continuamente in base all’ora del giorno, alla stagione e alle condizioni atmosferiche. Destinata a diventare una presenza permanente del museo, As Seen Below non è solo una semplice installazione, ma una soglia fisica e percettiva in grado di ridefinire il rapporto tra architettura, luce e percezione oltre a essere un invito a confrontarsi con lo spazio e il tempo.

James Turrell, As Seen Below - The Dome, a Skyspace by James Turrell. Foto Mads Smidstrup ©ARoS 2025

L’inaugurazione segna il culmine di un progetto di espansione del museo AroS, denominato The Next Level e realizzato in collaborazione con Schmidt Hammer Lassen Architects, che apre un nuovo capitolo di esperienze artistiche per i visitatori e per la città di Aarhus come centro culturale. Come ha dichiarato Rebecca Matthews, direttrice del museo: «Il 2026 segna un momento importante per ARoS. Al centro c’è lo Skyspace di James Turrell: una nuova soglia per il museo, sia fisica che simbolica. Amplia la nostra collezione e segna la direzione per un anno in cui luce, percezione ed esperienza condivisa guideranno tutte le nostre attività».

James Turrell, As Seen Below - The Dome, a Skyspace by James Turrell. Foto Mads Smidstrup ©ARoS 2025

Uno Skyspace monumentale per un’esperienza totalmente immersiva

As Seen Below – The Dome è lo Skyspace più ambizioso mai realizzato fino a oggi. Questa struttura di 16 metri di altezza e 40 di diametro, esternamente coperta d’erba per integrarsi nel paesaggio, diventa un ambiente immersivo in cui la luce solare, accuratamente modellata dall’architettura e da un sistema illuminotecnico progettato ad hoc, definisce lo spazio e trasforma l’atmosfera. I visitatori vi accedono attraverso un corridoio sotterraneo, per poi ritrovarsi nella sala con l’oculus che incornicia il cielo e guida lo sguardo verso l’alto, verso un orizzonte azzurro che, per un momento, sembra vicino e tangibile.

Come racconta lo stesso Turrell, l’installazione non propone un ‘qualcosa’ da guardare ma un esercizio per i sensi: «La cupola è in fase di realizzazione da molti anni e sono entusiasta che apra al pubblico proprio in tempo per il solstizio d’estate del 2026. Con As Seen Below sto modellando l’esperienza del vedere piuttosto che fornire un’immagine. L’architettura avvicina il cielo, per riconoscere che l’atto stesso del guardare è l’opera. Qui la luce non descrive, è la sostanza dentro cui ci si trova».

James Turrell, As Seen Below - The Dome, a Skyspace by James Turrell. Foto Mads Smidstrup ©ARoS 2025

In un’epoca in cui tutto è veloce e frammentato, As Seen Below – The Dome invita a rallentare e a riscoprire l’atto primario del vedere, ricordandoci che la luce non è solo ciò che illumina il mondo, ma ciò che ci mette in relazione con esso. Che lo plasma e dona identità, anche attraverso il nostro ‘percepito’.

James Turrell: una ricerca costante sulla luce

Maestro, visionario e pioniere nella ricerca sulla luce come forma, linguaggio e materia, James Turrell è una figura centrale dell’arte contemporanea. La sua fascinazione precoce per l’elemento luce ha origini lontane, sin dall’infanzia, alimentata dall’educazione quacchera della famiglia, in cui silenzio e riflessione avevano un ruolo centrale. Quest’attenzione si è estesa anche alla sua esperienza da pilota d’aereo, che Turrell ha descritto come profondamente meditativa: il volo diventa un luogo di osservazione privilegiato, dove luce, colori del cielo e percezione si intrecciano. Dopo gli studi in psicologia negli anni ’60, con l’ingresso nel movimento Light and Space, comincia a creare ambienti capaci di trasformare radicalmente il modo in cui vediamo e percepiamo la luce.

Ritratto di James Turrell, 2015. Foto Morten Fauerby

Parlando di Turrell, è impossibile non citare la sua opera magna, il Roden Crater in Arizona. Un progetto titanico, iniziato nel 1977 e ancora in fieri, che trasforma un vulcano inattivo in un osservatorio di luce.

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