9 lampade che ci hanno colpito al Fuorisalone 2026

In Fiera a Milano il 2026 non è stato l'anno della luce, ma le aziende hanno presentato alcune novità in città, soprattutto nei monomarca del centro

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Highlights

Al Fuorisalone 2026 non sono mancate le novità legate alla luce. Diverse le location e le mostre da visitare per chi ama il lighting, ma – soprattutto – tante le novità dalle aziende. In quello che ormai è a tutti gli effetti il “distretto delle luci milanese”, attorno a corso Monforte, i maggiori brand hanno mostrato ampliamenti di catalogo e inediti d’autore, mantenendo viva l’attenzione sul comparto nonostante l’assenza di Euroluce.

In apertura, la versione da terra di Nocturne, design di Konstantin Gricic per Flos. La struttura è in alluminio estruso, mentre i leggeri corpi lampada sono in vetro borosilicato soffiato trasparente e incorporano due sorgenti LED: una luce primaria ad alta prestazione (focalizzata o diffusa) e una luce ambientale che illumina lo stesso corpo in vetro, donando al materiale trasparente una qualità luminosa quasi eterea.

Iperbole di Artemide

Progettata da BIG per Artemide, la sospensione unisce la ricerca formale a un’animo green. Il paralume è in alluminio sottile tornito, completamente riciclabile, e la sua forma è quella di una curva iperbolica ottenuta tagliando un cono.

Umasi di Davide Groppi

Come ogni creazione di Davide Groppi, anche la nuova Umasi ha un’anima poetica. Allo stesso tempo modello da terra e a sospensione, ha un paralume in PETG rivestito in carta che scorre lungo il filo, dal soffitto al pavimento.

Flamingo di Nemo

Esile come il fenicottero che le dà il nome, la nuova piantana in alluminio firmata da Bernhard Osann per Nemo è un capolavoro di ingegneria. È infatti dotata di un meccanismo basato sulla distribuzione del peso attorno a un baricentro centrale, che le consente di muoversi con fluidità con un semplice tocco e di bilanciarsi autonomamente senza attrito, garantendo massima stabilità. Il sistema LED UGR integrato offre un’illuminazione sia funzionale che decorativa, mentre il diffusore orientabile consente di ottenere un effetto luminoso preciso oppure più morbido.

DoubleZero7 di Lodes

Lodes punta su una soluzione a binario aperta e riconfigurabile, pensata per accogliere moduli di luce architetturale dedicati, ma compatibile con tutte le sospensioni del catalogo grazie a una speciale cluster clip. Il binario elettrificato a 48V disponibile nelle versioni a incasso e surface, con connettori dedicati, permette di unire i profili disegnando linee continue, angoli curvi o percorsi a 90° lungo soffitti e pareti.

Torche di Foscarini

Dordoni Studio rivisita l’archetipo della torcia trasformandola in una moderna applique per Foscarini, con doppia emissione luminosa e doppia accensione differenziata. In alluminio, è disponibile anche in finitura rame.

Antesia di Masiero

Le sospensioni in vetro soffiato di Stella Gianola e Giovanni Battista Gianola per Masiero si ispirano alla forma della “pea” – la massa di vetro fuso sulla canna prima della soffiatura. Declinate in quattro versioni che differiscono per dimensione e lievemente nella forma, sono in color cristallo, ambra chiaro e fumè, tutte trasparenti.

1963 di Fontanaarte

Alcune lampade di Fontanaarte sono incise nella memoria del design italiano, mentre altre, come il modello 1963, sono state dimenticate. Il marchio lo recupera e le rimette a catalogo in occasione del Fuorisalone 2026, facendo anche chiarezza sulla sua origine: al lungo accreditata da Max Ingrand, sfogliando tra le carte si è scoperto che in realtà èstata disegnata dall’ufficio stile interno.

Profilo di Barovier&Toso

In occasione della Milano Design Week 2026, Barovier&Toso presenta 2026 Chapter 1, primo passo di un rinnovamento completo del brand curato dal CEO Andrea Signoroni e dal direttore artistico Luca Nichetto che passa da una nuova immagine coordinata e dalla collezione esposta nello showroom di via Durini. Tra i pezzi Profilo di Nichetto, sospensione composta da dischi sovrapposti realizzati con la tecnica del vetro in centrifuga e con spessore, vibrazione materica e leggere variazioni organiche.

Lopsi di Luceplan

Giocosa e leggera la proposta del designer Umut Yamac per Luceplan. Si tratta di un lampadario con una “corona di lecca-lecca in metallo”, che amplificano la luce quando accesa. Ogni elemento oscilla leggermente reagendo ai piccoli movimenti dell’aria in maniera dinamica e inaspettata.

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