Il 27 ottobre 2026, dalle 14:00 alle 18:00, l’Aula Labò del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, negli spazi dell’ex Mattatoio, ospita la XIV edizione di Progettare il Progettista, il convegno annuale di APIL – Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione dedicato all’evoluzione etica, culturale e tecnologica delle professioni legate al lighting design. Il titolo scelto per il 2026, Progettare la luce tra neuroscienze e architettura, porta al centro del dibattito la progettazione della luce come elemento interdisciplinare e il modo in cui l’ambiente luminoso interviene sulla nostra esperienza degli spazi. ATMOSFERA Mag accompagna questa edizione in qualità di media partner.
Luce, percezione e neuroscienze nell’ambiente costruito
Naturale o controllata, la luce influisce sui processi percettivi, cognitivi e fisiologici dell’essere umano, con effetti misurabili sul comportamento, sul benessere e sulla qualità dell’esperienza spaziale. Le neuroscienze applicate all’architettura offrono oggi strumenti per interpretare questi fenomeni, purché utilizzati con rigore metodologico e integrati con l’osservazione diretta degli utenti e dei contesti d’uso. È all’interno di questo preciso campo di ricerca che si colloca Progettare il Progettista 2026, guardando alla neuroarchitettura come a un ambito transdisciplinare tra neuroscienze, psicologia ambientale e progetto. L’attenzione si concentra sui sistemi visivi e non visivi, sulla regolazione dei ritmi circadiani, sul ruolo della luce naturale e dell’alternanza luce-buio, ma anche sugli effetti dell’ambiente luminoso su apprendimento, umore, stress e qualità del sonno.
Il contributo delle neuroscienze viene però considerato uno strumento di lettura e comprensione, non un modello prescrittivo. I dati scientifici vengono messi in relazione con l’osservazione dei comportamenti reali e con la complessità dell’esperienza umana nello spazio, ponendo al centro il rapporto tra mente, corpo e ambiente.
Ripensare il ruolo del lighting designer
Il punto di arrivo è anche una riflessione sul ruolo del progettista, oggi chiamato a integrare conoscenze scientifiche, esperienza progettuale e ascolto degli utenti. In questa prospettiva, la luce smette di essere soltanto un parametro tecnico e diventa una componente strutturale del progetto, capace di incidere sulla salute, sul comportamento e sulla qualità dell’abitare.