Aura di Viabizzuno: per Snøhetta progettare una lampada significa partire dalla luce

Lo studio norvegese ribalta il processo con cui siamo abituati a pensare a una lampada: prima viene la qualità della luce, poi la forma dell'oggetto. Viabizzuno traduce questa idea in un sistema ottico brevettato, progettato per controllare con precisione il fascio luminoso riducendo al tempo stesso consumi ed energia.
Cover: Aura sospensione e Aura parete. Foto Viabizzuno

Nella progettazione di un apparecchio illuminotecnico esiste una regola sottintesa, quasi un riflesso condizionato del progettista: un buon prodotto deve essere bello anche da spento. Tutto ciò che è visibile in assenza di luce, in primis quindi la forma dell’oggetto, è spesso il vero focus progettuale, l’ambito dove si misura la qualità di un prodotto prima ancora che la sua funzione entri in gioco. Anche quando si parla di illuminazione tecnica.

Con la collezione Aura per Viabizzuno, Snøhetta rovescia questo presupposto: il punto di partenza non è la materia che accoglie e genera la luce, ma la luce stessa, la sua qualità e l’esperienza ad essa legata. È un cambio di paradigma che va oltre l’estetica del prodotto investendo direttamente nel tema della sostenibilità e dell’efficienza energetica, cuore della filosofia progettuale dello studio norvegese.

Marius Myking, direttore del dipartimento di Product Design di Snøhetta

Come racconta Marius Myking, direttore del dipartimento di Product Design di Snøhetta, «il progetto ha preso vita dalla consapevolezza che, dal punto di vista fisico, la luce è completamente prevedibile. Questo è diventato per noi un interrogativo progettuale molto interessante: che aspetto avrebbe una lampada se stessimo progettando la luce stessa, anziché limitarci a progettare un oggetto che la contiene?».

Aura sospensione. Foto Viabizzuno

Progettare la luce prima della lampada

È uno spostamento di prospettiva che porta a considerare il comportamento della luce come materiale primario, da cui l’oggetto stesso discende. Per Snøhetta questo approccio non nasce isolato, ma si inserisce in un metodo di lavoro consolidato, fatto di ambizioni condivise con i propri collaboratori più che di ricerca in senso accademico. Ed è proprio in questo terreno che sostenibilità ed efficienza smettono di essere un layer aggiunto al progetto per diventarne il tessuto connettivo. «In Aura, la strategia di risparmio energetico è parte integrante dell’ambizione dalla quale è nato il progetto: creare una luce di alta qualità, con il minor consumo possibile e la migliore performance nel tempo», spiega ancora Myking.

Aura sospensione e Aura parete. Foto Viabizzuno

Un anello ottico brevettato per controllare il fascio luminoso

La collaborazione con Viabizzuno, che da oltre trent’anni fonda la propria identità su ricerca, brevetti e produzione artigianale di alta gamma, ha reso possibile tradurre l’ambizione dei progettisti in una collezione di apparecchi apparentemente semplici, attraverso un apporto tecnologico complesso. Sebastiano Vasta, direttore tecnico dell’azienda, racconta la genesi del sistema che ha reso possibile Aura: «Quando Snøhetta ci ha affidato la sfida di progettare una luce che fosse completamente prevedibile, abbiamo intrapreso un percorso di ricerca che ci ha portato a sviluppare un sistema ottico capace di controllare il fascio luminoso con estrema precisione e di generare un vero e proprio vortice di luce. Da questa intuizione è nata un’innovativa tecnologia basata su un anello ottico, successivamente brevettata, che, combinata con un corpo anulare dissipante, un design essenziale e materiali innovativi, ha dato vita a una collezione di grande successo.»

Aura sospensione. Foto Fabio Gambina

Da sospensione a parete: come si è evoluta Aura nel 2026

Aura è stata presentata lo scorso anno, durante la Milano Design Week, negli spazi di Viabizzuno nel cuore di Brera, con un evento dal titolo emblematico, Shaping the Invisible, che ha raccontato la collaborazione visionaria tra progettisti e produttore. Nel 2026, alla versione a sospensione si è aggiunta quella a parete, una significativa evoluzione della collezione che ne amplia i contesti di impiego in ambito domestico e hospitality. L’estensione a parete mantiene infatti la stessa logica progettuale, portandola in un rapporto più diretto con la superficie architettonica.

Aura sospensione. Foto Fabio Gambina

Alla base del processo creativo che guida l’intero operato di Snøhetta vi è un pensiero radicato in una profonda responsabilità ambientale, sociale ed economica, considerata — nell’ambito del product design — il prerequisito per un’innovazione di prodotto realmente significativa. Negli anni questi presupposti hanno guidato progetti diversi per scala e tipologia — dal divano modulare Array per MDF Italia alle piastrelle in vetro riciclato Forite per Fornace Brioni, fino al sistema di pavimentazione in calcestruzzo permeabile FLYNT — e hanno portato lo studio ad ottenere riconoscimenti internazionali come il Compasso d’Oro e il Sustainable Design of the Year di Dezeen. Quando la sostenibilità è il punto di partenza e non un requisito aggiunto, anche la forma può smettere di essere la prima domanda del progetto.

Hai un progetto da raccontare?

Atmosfera è uno spazio aperto al dialogo. Se la luce è parte fondamentale della tua ricerca o di un tuo progetto specifico, siamo pronti ad ascoltarti. Selezioniamo progetti illuminotecnici, installazioni artistiche, progetti fotografici e storie capaci di esplorare il potenziale narrativo della luce.

Proponi il tuo portfolio o raccontaci un progetto a cui tieni.
Potrebbe diventare parte della nostra programmazione editoriale o dare il via a una collaborazione.

SCRIVICI UNA MAIL A REDAZIONE@ATMOSFERAMAG.IT

Leggi anche.

10
Nel nuovo museo dedicato a Jago a Capri, la luce costruisce un nuovo dialogo con la pietra delle sue sculture
A Villa Lysis, il nuovo museo di Jago mette alla prova il rapporto tra scultura e illuminazione. Light Company lavora con sorgenti, contrasti e ombre calibrati...
Leggi l'articolo
anatomy of a presence
Luce che vibra sulla pelle, tra le fiamme. La mostra “Anatomy of Presence” trasforma lo spazio dello SCHAUWERK Sindelfingen in un'esperienza fisica, oltre che visiva
Lucia Koch, Vivian Caccuri e Henrique Oliveira trasformano l’ex edificio industriale attraverso un dialogo materico tra luce, colore e suono. I curatori...
Leggi l'articolo