Dopo il primo giro tra gli stand raccontato nei giorni dell’inaugurazione, nelle giornate successive alla fiera si registra un maggiore afflusso di persone: i padiglioni sono più vivi, il flusso di visite diventa costante e l’attenzione si concentra sempre più attorno ai temi ricorrenti dell’edizione: controllo della luce, efficienza energetica e tecnologie applicate allo spazio.
Si concentra sull’arredo urbano e sull’illuminazione architetturale il brand AEC (Hall 3.0 – Booth E60). Le nuove soluzioni mostrate a Light + Building 2026 presentate puntano su affidabilità, efficienza energetica e qualità della luce, con la piattaforma AEC Forms, composta dai proiettori QUBI e FALKO e dai sistemi lineari FILOBAR, che introduce tecnologie evolute di miscelazione cromatica nelle versioni FullColor, garantendo saturazione e uniformità dei colori grazie a un lavoro accurato sulla ricerca LED.
Folio (Hall 3.0 – Booth E51) conferma la solidità tecnica che da anni contraddistingue l’azienda. L’ingresso dello stand è dominato da una volta a botte luminosa, un gesto scenografico ma soprattutto dimostrativo: le superfici luminose, da sempre terreno di sperimentazione del brand, qui si mostrano nella loro capacità di modellarsi, piegarsi e diventare architettura. Non un semplice effetto, ma una chiara dichiarazione di come la luce possa trasformarsi in superficie continua e plasmabile.
Accanto a queste installazioni più immersive, Folio presenta anche una serie di mini‑proiettori integrabili direttamente all’interno delle superfici luminose. Le finiture preziose — pensate soprattutto per ambienti retail luxury — trasformano questi apparecchi in piccoli gioielli di luce, discreti nelle dimensioni ma molto curati nella resa. L’idea è quella di un sistema che tiene insieme superficie e accento, offrendo al progettista un linguaggio unico, coerente e altamente personalizzabile.
Arrivando allo stand di A.A.G. Stucchi (Hall 3.1 – Booth D81) si percepisce subito la direzione scelta dal brand per questa edizione: raccontarsi come realtà a forte contenuto tecnologico. L’allestimento, costruito attorno a due container utilizzati come veri e propri scrigni tecnici, mette in scena l’identità dell’azienda: la parte strutturale dell’illuminazione — binari, connessioni, sistemi — come cuore invisibile ma essenziale dei progetti.
All’interno, Stucchi presenta i sistemi CORE 11 e CORE 5, le piattaforme a bassa tensione pensate per seguire il trend della miniaturizzazione delle sorgenti e rendere possibile l’integrazione di apparecchi sempre più compatti in architetture pulite e leggere. Accanto ai sistemi low‑voltage arriva il nuovo HYPER 2.0, evoluzione del binario 220V con 11 conduttori, declinato in tre versioni che rispondono a diverse esigenze progettuali: Hyper Soul, la versione più essenziale e tecnica; Hyper Shape, con un profilo più architettonico pensato per integrarsi visivamente nei soffitti; e Hyper Style, progettato per offrire varianti estetiche più marcate, adatto a contesti in cui il binario diventa parte del linguaggio formale.
Nella Hall 5, dove XAL (Hall 5.1 – Booth B70) riprende l’impostazione essenziale dello stand di due anni fa con il claim “Raw structure. Pure light”: l’architettura effimera è fatta con lastre in cartongesso grezzo e montanti metallici a vista, pensati per essere smontati e riutilizzati. Una scelta coerente che sottolinea l’impegno dell’azienda verso un approccio sostenibile.
Qui debutta ENVIVA, sospensione e piantana premiate con l’iF Design Award 2026 e certificate Cradle to Cradle®, un riconoscimento che valorizza processi produttivi realmente orientati all’economia circolare. Al centro dello stand trova spazio anche la divisione XILENCE, con l’integrazione dei binari MOVIT PRO 45 a 11 conduttori e le pannellature fonoassorbenti Fractal Code, una texture capace di unire qualità estetica e miglioramento del comfort acustico.
Un altro focus sull’outdoor da Luce&Light. La nuova gamma di luci per esterno è progettata per affrontare condizioni particolarmente esigenti, grazie anche al trattamento AC19 sull’acciaio inox, un processo che ne incrementa la resistenza in ambienti marini, aree wellness o contesti caratterizzati da agenti chimici e microclimi aggressivi. Tra i prodotti, spicca la famiglia Do Re Mi, caratterizzata da forme sferiche e semisferiche che diventano presenze leggere e discrete: una luce avvolgente, non abbagliante, pensata per inserirsi con naturalezza nel paesaggio. Le versioni a paletto sono ideali per aiuole, cespugli e camminamenti, mentre le sospensioni si adattano bene a porticati, verande, pergole, dehor, ma anche tra le chiome degli alberi.
La ricerca dell’austriaca Zumtobel (FOR 0, A10) cavalca il crescente interesse per l’integrazione tra intelligenza artificiale e illuminazione. Oltre ad aggiornare alcune delle sue famiglie storiche — tra cui TECTON II, sviluppata in collaborazione con Pininfarina — l’azienda presenta un prototipo particolarmente interessante: una sospensione intelligente progettata insieme allo studio BAID (Borchardt Architektur Interior Design).
Grazie a un sensore avanzato integrato con l’AI, la lampada è in grado di adattare dinamicamente la distribuzione luminosa sul tavolo, modulando intensità e direzione in base alla presenza delle persone e al tipo di attività svolta. Se il tavolo si popola, se ci si avvicina a leggere un documento, o se si sta lavorando al computer (evitando riflessi fastidiosi sullo schermo), il sistema riconosce la situazione e modifica la luce in modo puntuale. Un approccio che non guarda solo alla prestazione tecnica, ma alla qualità dell’esperienza d’uso e al comfort nella quotidianità.
Menzione d’onore e premio simpatia, ma anche riconoscimento di una ricerca che scava nella storia del design italiano, va al gadget distribuito da Relco (HALL 3.1 BOOTH F50), rivenditore online di apparecchi per l’illuminazione. Il pensiero per i visitatori è un portachiavi realizzato con l’interruttore rompitratta di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, un piccolo protagonista silenzioso di tutti gli interni.