Cover: Davide Groppi, Moon
Semplici e senza tempo, le lampade a forma di sfera sono una costante nella storia del design. Con la loro allure classica e sempre attuale, hanno attraversato i decenni rinnovandosi nella dimensione e nei materiali. Dalle preziose palle lavorate a bocca nelle fornaci di Murano agli essenziali globi in vetro opalino, passando per blocchi di marmo scavati con perizia artigiana, materiali plastici stampati in rotazionale e carta di riso, le lampade a forma di sfera sono (e probabilmente sempre saranno) presenti nel catalogo di tutti i brand.
IC Lights di Flos
IC Lights è una famiglia completa di lampade, disegnate da Michael Anastassiades per Flos. In versione da tavolo, applique, pianta a e lampadario, rilegge la più classica ed essenziale delle lampade con sfera in vetro soffiato opalino; l’elemento vitreo è agganciato a un telaio in ottone e sembra sempre in equilibrio precario.
Model 2042/9 di Astep
Disegnato da Gino Sarfatti nel 1963 e rimesso in produzione nel 2023, questo importante plafone del brand danese Astep è composto da nove sfere in vetro opalino soffiato, sostenute da una montatura e da una struttura in acciaio verniciato con finitura nera o champagne. Ogni elemento è trattenuto da una barra metallica che pare abbracciarlo con delicatezza.
Melt di Tom Dixon
È una sfera imperfetta, sciolta suggerirebbe il nome, quella creata da Tom Dixon. La sospensione, bella da sola – stupenda se montata in gruppo, è realizzata in policarbonato color rame e somiglia al vetro soffiato quando accesa, al metallo quando spenta.
Urano di Salvatori
Concepita dalla raffinatissima Elisa Ossino, questa lampada di Salvatori da appoggiare a pavimento è una sfera ricavata da un blocco di marmo bianco di Carrara. Ogni pezzo è unico, ogni venatura e ogni sfumatura sono irripetibili.
Luna pura di Occhio
Disegnata da Axel Meise, fondatore di Occhio, questa piccola ricaricabile integra la tecnologia Fireball brevettata dal brand, una rivoluzionaria sorgente che produce una luce morbida, diretta, intensa, priva di riflessi, e che sembra “galleggiare” nel vuoto. La lampada è dotata anche di color tune che consente di regolare la temperatura colore, passando dal freddo lunare al caldo e romantico effetto lume di candela.
Turbo pendant di Gubi
Concepita nel 1965 da Louis Weisdorf per Gubi, si ispira alle lampade giapponesi in carta di riso. Il paralume è composto da dodici lamelle disposte a spirale, che formano un globo.
Bilia di Fontanaarte
Le forme pure di questa lampada di Fontanaarte sono quelle tipiche di Gio Ponti, che la disegnò nel 1932. La composizione è semplice: si tratta di una sfera di vetro poggiata, in apparente impossibile equilibrio, su un cono metallico che fa da base. «La contrapposizione di due forme geometriche elementari – si legge sul sito dell’azienda – dà origine a un oggetto originale e dalle proporzioni perfette».
Gullsudare di Ikea
In carta di riso lavorata a mano, questo paralume dal diametro di 60 cm è un pezzo iconico di Ikea.
Dioscuri di Artemide
Anche Michele De Lucchi ha ceduto alle lusinghe della sfera, creando per Artemide la famiglia Dioscuri. Globi in vetro opalino di differenti dimensioni, declinati in versione da terra, da tavolo, da applique, da sospensione e da plafone.
Globo di Slide
Ideale anche all’aperto – perfino a bordo piscina, la sfera luminosa in polietilene stampato in rotazionale è uno dei prodotti più riconoscibili di Slide.




