Luce-emozione

Studio Mandalaki racconta il suo approccio "primordiale" alla luce, per riconnettere le persone con il proprio io autentico.

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Fondato nel 2012 da Enrico De Lotto, George Kolliopoulos e Giovanni Senin a Milano, lo studio Mandalaki si occupa di progettazione e consulenza, esplorando l’intersezione tra design e tecnologia per creare pezzi unici di alta qualità e valori concettuali, come risultato di un approccio innovativo coerente tra processi industriali e artigianali. Dalle micro case modulari all’auto elettrica, dagli impianti di illuminazione ai mobili: tutti i progetti sono guidati dalla ricerca di essenzialità e funzionalità, oltre che di sostenibilità e alte performance. Negli ultimi anni Mandalaki si è concentrato su un’ampia ricerca nel campo dell’illuminazione che ha portato alla creazione di Halo Project. «L’intenzione non è più quella di percepire la luce come fonte di illuminazione ma come proiezione grafica precisa e definita» raccontano. Con loro abbiamo parlato della relazione tra uomo e luce e dei progetti futuri.

1. Studio Mandalaki

Che cosa significa per voi la luce e come vi siete approcciati a questa materia?

«Consideriamo la luce non solo come un semplice strumento per illuminare gli spazi, ma un elemento in grado di influenzare l’umore, le emozioni e la salute delle persone. Per noi progettare il lighting significa espandere la realtà stessa. Per noi è vita e protezione, ci riporta idealmente a quando, agli albori della civiltà, l’uomo si radunava attorno al focolare per scaldarsi e proteggersi. La nostra ricerca sulla luce e sulla combinazione di colori precisi nasce da un bisogno insito dentro di noi nel ricercare quella mistica connessione tra l’essere umano e la natura, un legame fondamentale per il benessere delle persone». 

 

Come è nato il progetto Halo e in che cosa sta evolvendo ora?

«Il progetto Halo mira a creare una seconda dimensione, un’altra realtà oltre quella fisica, esattamente come quando ci fermiamo a guardare un tramonto o un fuoco ardente, riportandoci in uno stato “primordiale” in cui gli elementi naturali sono fonte di energia benefica e spirituale. Una ricerca approfondita e una sperimentazione dettagliata con centinaia di test e prototipi eseguiti è stata essenziale per trovare l’equilibrio del colore, una palette naturale, intensa e vibrante che crea un incredibile senso di infinito amplificando sensi ed emozioni ad un livello più profondo.

La sensazione di una perdita di profondità, o di soccombere a un’esperienza o a un ambiente attraverso un effetto visivo sono elementi chiave che consentono allo spettatore di staccarsi dalla realtà che lo circonda. Siamo costantemente alla ricerca di innovazione e oltre allo sviluppo di nuovi colori per le collezioni esistenti stiamo lavorando a nuovi concetti di forme luminose con tecnologie miniaturizzate e ottiche sperimentali ancora più compatte che consentiranno di proiettare la luce riducendo al minimo le distanze tra il corpo illuminante e la superficie di proiezione. Dinamismo e versatilità saranno alcuni dei fattori che determineranno lo sviluppo di futuri concetti di illuminazione». 

Tra i vostri prodotti c’è una lampada per Luceplan: come è nata la collaborazione e che cosa cambia nel processo creativo quando si lavora con un brand?

 

«Lavorare insieme a un brand di alto livello come Luceplan ci ha offerto la possibilità di confrontarci con una realtà consolidata nel settore dell’illuminazione, con la quale condividiamo molte affinità in termini di valori e di approccio alla progettazione. Principi come essenzialità, estrema modernità, uguaglianza, attenzione al colore e alla forma sono alcuni elementi comuni che hanno fatto da collante per questa collaborazione permettendoci di affiancarci a un team altamente specializzato e competente. La produzione richiede un processo creativo molto rigoroso e impegnativo: lavorare per un brand significa infatti rispettare molti vincoli, ma allo stesso tempo avere la libertà di esprimere la propria creatività e la propria visione. In questo senso è una grande opportunità di mettere in gioco le nostre idee e la nostra creatività per sviluppare prodotti innovativi».

 
11. Lampada Koinè

Quali sono i vostri prossimi progetti che riguardano la luce – presenterete qualcosa durante il prossimo Salone?

«Ci saranno tante novità al Salone del Mobile 2023 a partire da un nuovo sistema di illuminazione magnetico a batteria pensato per una vita moderna sempre più dinamica e fluida. Oggi le case non sono più solo luoghi in cui si dorme e si mangia, ma diventano veri e propri spazi multiuso. Le persone vogliono avere la possibilità di lavorare, fare sport, divertirsi e rilassarsi nello stesso ambiente. Il design deve rispondere a queste nuove esigenze, offrendo soluzioni funzionali e innovative che permettano di trasformare gli spazi in modo semplice e rapido. Inoltre, di recente, abbiamo avviato anche Halo Expeditions, un progetto artistico che verrà presentato in anteprima durante il Salone del Mobile 2023 con l’obiettivo di sperimentare e indagare la percezione della luce nei luoghi naturali più estremi e caratteristici in cui l’uomo abbia mai vissuto o che abbia mai raggiunto. Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, creeremo un’esperienza visiva immersiva, in cui gli spettatori saranno in grado di ammirare gli ambienti naturali in un modo completamente nuovo e coinvolgente. Studieremo il legame mistico che esiste tra l’uomo e la natura, approfondendo la nostra conoscenza della luce e della sua influenza sulla percezione umana. Questo progetto rappresenta per noi una nuova frontiera nella ricerca sulla luce, e siamo entusiasti di condividere con il pubblico questa esperienza straordinaria che ci permetterà di approfondire la nostra conoscenza della luce e di esplorare il nostro rapporto con la natura in modo innovativo ed emozionante. Stay tuned!».

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