Cover photo: Nemo, Lampe de Marseille
Le lampade a braccio sono “particolari applique” che dalla parete portano la luce su un tavolo, al centro di una zona conversazione, sopra una poltrona per la lettura. In sostanza, con una lampada a braccio di design si può sostituire, senza rinunciare allo stile, un punto luce a soffitto; potrebbero, in questo senso, essere considerate una valida alternativa alle lampade da terra ad arco.
Un breve viaggio nel design delle lampade a braccio
Nei decenni sono tanti i designer che si sono confrontati con questo tema. Ci sono lampade a braccio di design iconiche, come la Lampe de Marseille concepita da Le Corbusier per l’arredamento degli alloggi dell’Unité d’Habitation e oggi a catalogo Nemo, o la Tolomeo Mega Parete di De Lucchi e Fassina per Artemide, versione gigante della capostipite da scrivania.
Ci sono poi lampade a braccio che sono diventate instant classic fin dal momento del loro lancio, come la 265 di Flos o la Counterbalance di Luceplan, e modelli che “sperimentano” con forme e strutture come la flessibile Moony di Karman, snodata e con paralume in vetro opalino.
Infine, ci sono lampade a braccio da parete di piccole dimensioni, che sono perfette per illuminare una scrivania o per essere installate accanto alla testiera del letto, come Morsetto di Davide Groppi e Cupola del brand danese HAY.
Tolomeo Mega Parete di Artemide
La versione a braccio da parete è solo una di quelle che compongono la famiglia di lampade Tolomeo, disegnate da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina nel 1987 per Artemide. Costante in ogni versione, anche in quella da parete, il sistema di bracci articolati con meccanismo a molle, che funziona come un pantografo consentendo di regolare la lampada in altezza e inclinazione.
Lampe Gras di DCW Editions
Concepita nel lontano 1921 dall’ingegnere Bernard-Albin Gras e oggi dal brand francese DCW Editions, questa lampada robusta ed economica venne concepita inizialmente per essere utilizzata negli uffici e negli ambienti industriali. Un fun-fact del design: anche Le Corbusier fu sedotto dal design moderno e dalla facilità d’uso di queste lampade e divenne uno dei sostenitori più entusiasti di Gras.
265 Chromatica di Flos
Proposta nella doppia versione colorata e in total black, è stata disegnata nel 1973 da Paolo Rizzatto per Flos. Si tratta di una lampada a luce diretta, con braccio orientabile il cui equilibrio è garantito da un contrappeso conico in ghisa.
Morsetto di Davide Groppi
Poetica ed essenziale come l’intera produzione di Davide Groppi, Morsetto viene descritta dal suo creatore come «Una lampada che si inclina, si bilancia, si gira, ma soprattutto che produce una bellissima luce». Linee pulite ed elegante nero, il modello è composto da tre bracci regolabili che permettono di portare la fonte luminosa lontana dal punto di fissaggio. Disponibile anche nella versione da tavolo.
Cupola di HAY
Dalla Danimarca, il brand HAY produce una lampada a braccio dalle dimensioni contenute, pensata non per illuminare una zona conversazione o un tavolo, ma per essere abbinata a una scrivania o a un comodino. Realizzata in alluminio anodizzato, la testa circolare ruota di 360°.
Moony di Karman
L’irriverente Marcantonio firma per Karman questa applique giocosa, composta da uno stelo metallico mobile rivestito con una “calza” bianca che sostiene un globo in vetro satinato. Super-flessibile, può essere direzionata a piacimento.
NJP di Louis Poulsen
Nendo rilegge le “classiche” forme dei best seller Louis Poulsen e dà vita a un’applique con sbraccio, proposta in colori neutri come grigio, nero, bianco e metallo.
Counterbalance di Luceplan
Firmato da Daniel Rybakken per Luceplan, questo modello è diventato un instant classic dell’azienda fin dal suo lancio nel 2012. Ancora oggi stupisce per il suo “assetto variabile” e il suo apparente equilibrio impossibile, che sembra sfidare le leggi della fisica. La lampada è realizzata in acciaio verniciato nero opaco o rosso con testa a calotta in alluminio.
Lampe de Marseille di Nemo
Oggi parte del catalogo Nemo, la Lampe de Marseille prende il nome dall’Unité d’Habitation di Marsiglia, l’imponente edificio progettato tra il 1949 e il 1952 da Le Corbusier e simbolo dell’architettura brutalista. Disegnata dal Maestro del Movimento Moderno, è nata per risolvere l’illuminazione nei duplex dell’iconico edificio, dove non era possibile avere un punto luce a soffitto. Il doppio diffusore conico emette contemporaneamente luce diretta e indiretta.
Potence di Vitra
Disegnata da Jean Prouvé nel 1950 e prodotta da Vitra, questa applique con braccio lungo riduce al minimo gli elementi. È infatti composta solo da una lampadina e un supporto girevole in tubolare d’acciaio verniciato a polvere, con impugnatura in legno. La lampada si orienta intuitivamente e la sorgente è dimmerabile.




