Architettura della Luce

Lo studio Speirs Major firma progetti di illuminazione in tutto il mondo, ridefinendo gli standard del lighting e diventando uno dei punti di riferimento per il settore.

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«Le idee fantasiose, innovative, ambiziose richiedono duro lavoro e molta disciplina». Parola di SPEIRS MAJOR.

Dai masterplan ai parchi di quartiere, dai grandi edifici ai ponti passando per i monumenti, fino agli spazi più intimi e raccolti: da 25 anni lo studio SPEIRS MAJOR firma progetti di illuminazione in tutto il mondo, ridefinendo gli standard del lighting design e diventando uno dei punti di riferimento per il settore. Un team internazionale, guidato dai soci senior e fondatori Mark Major e Keith Bradshaw, opera nelle due sedi di Londra e Tokyo facendo dell’interdisciplinarità il proprio maggiore punto di forza. In studio lavorano esperti di differenti materie, lighting designer ma anche architetti, conoscitori dei new media, allievi delle accademie di belle arti e di teatro; le loro menti creative uniscono i talenti e le visioni per pensare fuori dagli schemi, bilanciando immaginazione e realismo, passione e pragmatismo, al fine di individuare soluzioni spettacolari, ma anche sicure e facili da gestire. Con un occhio di riguardo alle tematiche legate all’inquinamento luminoso e all’uso consapevole dell’energia.

Il lavoro di SPEIRS MAJOR non è semplice illuminotecnica, ma vera e propria architettura della luce. Spiegano dallo studio: “Il termine è stato coniato nel XX secolo per descrivere come la luce possa completamente cambiare il carattere di un edificio o di uno spazio, alterare le percezioni e le risposte emotive delle persone. Nel XXI secolo abbiamo fatto un’ulteriore evoluzione e iniziato a considerare anche la luce naturale come parte dell’equazione, per ridurre al minimo l’impatto ambientale e ottenere effetti morbidi». L’approccio a ogni nuova sfida da parte del team segue un iter ben preciso, che inizia dall’elaborazione di una strategia generale basata sul brief del cliente, seguita da approfondimenti legati al cost control e verifiche preliminari di fattibilità. Segue lo sviluppo dell’idea, con test e simulazioni per verificarne la tenuta, e si prosegue con il montaggio e i dovuti aggiustamenti fino alla messa in funzione dell’impianto. Tra le maggiori difficoltà quella legata al “racconto della luce”, perché la sua resa e i suoi effetti sono difficili da trasmettere. Continuano da SPEIRS MAJOR: «A differenza del cemento o della pietra, la luce è una materia effimera e i suoi effetti sono difficili da rappresentare. Per comunicare usiamo schizzi, disegni, diagrammi, modelli 3D e animazioni». 

Is Molas Resort
3. Is Molas Resort

Lo studio sembra avere un rapporto speciale con la “sua” Londra, dove ha curato l’immagine dei maggiori landmark. Tra le ultima fatiche c’è proprio l’illuminazione della Battersea Power Station, restaurata e riconvertita in un hub a destinazione mista con negozi, luoghi di intrattenimento e cultura, uffici e abitazioni dagli architetti Wilkinson Eyre. Lo schema illuminotecnico ha iniziato a essere sviluppato nel 2014, contemporaneamente alla definizione dell’intervento, e ha unito la necessità di dare sicurezza ai nuovi abitanti a quella di guidare gli avventori nelle aree commerciali, senza dimenticare l’illuminazione generale che esalta le caratteristiche della ex centrale elettrica. «La luce celebra la rinascita della Battersea Power Station, le dona forza, esalta i quattro camini e il suo magnifico sviluppo verticale, attirando l’attenzione su dettagli che di giorno sono meno apprezzabili».

 

È stata supervisionato da SPEIRS MAJOR il masterplan per l’illuminazione dell’intera area di Kings Cross, interessata da vari interventi di recupero, e portano la firma dello studio le luci per i Gasholder (i vecchi gasometri riutilizzati come edifici abitativi) e il parco che li circonda.

7. Coal Drops Yard - Ph. John Sturrock

Di grande respiro l’operazione guidata dal team per la nuova luce del coro, dei transetti e della navata della Westminster Abbey, inaugurata poco prima della pandemia. L’operazione «…vissuta come un privilegio, ma anche come una grande responsabilità» si è concentrata sulla realizzazione di un impianto 100% LED con controllo wireless, e sul re-lamping dei 16 monumentali chandelier in cristallo Waterford: il focus dell’intervento è la volta, di cui si possono ora apprezzare tutti i dettagli decorativi, e la possibilità di settare con facilità differenti scenari pensarti per le visite turistiche, per le liturgie o per eventi speciali, ad esempio l’incoronazione di re Carlo III il prossimo maggio. 

8. Westminster Abbey - Ph. James Newton

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