Cover: Foto Michael Kleinberg
La luce non si limita mai a illuminare gli spazi, ma li racconta, amplificando significato e ispirazione. È così che nasce il progetto illuminotecnico di Bazaar Meat Las Vegas, il ristorante firmato da Studio Munge e ispirato alla Feria de Jerez – una delle feste più rappresentative di Jerez de la Frontera, in Andalusia – in cui il lighting design assume il ruolo di regista. Ogni ambiente è concepito come un atto di una rappresentazione teatrale in cui il momento della cena o della degustazione culinaria viene trasformato in una vera e propria performance.
Più che riprodurre in modo letterale l’immaginario della tradizione spagnola, Bazaar Meat ne reinterpreta l’essenza attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di elementi materici, colori e scenografie luminose che non passano inosservati. Il progetto traduce così il concetto di duende, quell’intensità emotiva e quasi indescrivibile che appartiene alla cultura andalusa, in atmosfere capaci di coinvolgere il cliente fin dall’ingresso. Guidato da Alessandro Munge, lo studio canadese dà vita a un locale in cui la luce non interviene come contorno (per rimanere in ambito culinario), ma contribuisce in prima linea, e grazie a espedienti tecnici e decorativi, a offrire un’esperienza coinvolgente, dal sapore folcloristico.
La non-luce dell’ingresso che introduce l’atmosfera del locale
La narrazione inizia in uno spazio immerso in una luce soffusa, dove una scultura di un toro riccamente decorata accoglie i clienti con grande pathos e diventa il punto focale dell’ingresso. Attorno ad essa, installazioni luminose circolari e grafiche murali guidano lo sguardo e l’entrata, mentre una tenda di perline dai riflessi cangianti, grazie a un gioco di luci, e un disegno concentrico sul pavimento accompagnano i clienti verso il cuore del progetto: l’area bar. La scelta di mantenere nell’ingresso una non-luce non è casuale, ma parte di una visione più ampia e studiata ad hoc per costruire l’attesa e la grande intensità che si troverà negli ambienti successivi.
Colori, materiali e luce nel cuore di Bazaar Meat Las Vegas
L’area bar e dining rappresenta il fulcro conviviale di Bazaar Meat Las Vegas. Al centro dello spazio troneggia il bancone rivestito da una lavorazione verticale a rilievo e valorizzato da un’illuminazione soffusa mentre, sopra di esso, una grande installazione composta da lampade a sospensione lineari disegna archi fluidi e nastri luminosi sovrapposti. L’effetto è coinvolgente: la sala appare visivamente più ampia, mentre una luce calda ambrata illumina i divanetti in velluto bordeaux, le poltrone e gli sgabelli color cuoio. Più che illuminare gli ambienti, la luce contribuisce a disegnare un’identità audace e ben riconoscibile, senza il rischio di dimenticarsene…
Nelle sale principali, l’intervento prosegue con una reinterpretazione di elementi tipici della Feria: dalle tradizionali casetas, le strutture temporanee allestite durante la manifestazione, ai farolillos andalusi, le tipiche lanterne decorative. Questi ultimi vengono trasformati in lampade scultoree che, posizionate sul soffitto, diffondono una luce morbida e avvolgente. Tutto concorre alla definizione di un immaginario preciso, anche la palette cromatica che si basa su tonalità di giallo, rosa cipria, colori polverosi e accenti di zafferano,combinata a superfici in pietra, pavimentazioni decorate e una carta da parati personalizzata nei toni del giallo.
Un finale scenografico
Spostandosi nelle due sale private, il progetto diventa ancora più evocativo. La prima, interamente rivestita in velluto cremisi, ha superfici curve che richiamano il volume di una gonna da flamenco, mentre al centro un tavolo con intarsi floreali ispirati ai tradizionali scialli spagnoli è valorizzato da una luce che non è sbagliato definire sartoriale. La seconda si ispira invece all’arena della corrida, con un tavolo dal piano rosso intenso, rivestimenti in legno scuro e un lampadario dalle forme che ricordano le corna di un toro.
In questo panorama di richiami folcloristici, Studio Munge dimostra inoltre come il lighting design possa trasformare un vincolo architettonico, come le ridotte altezze, in un’opportunità progettuale grazie alla stratificazione dell’illuminazione, alle superfici riflettenti e alle installazioni luminose che ampliano la percezione degli spazi e contribuiscono a definirne l’identità. È proprio attraverso questi elementi che Bazaar Meat Las Vegas supera il concetto tradizionale di steakhouse e costruisce una vera esperienza contemporanea, che riesce a catturare l’attenzione delle persone sovrastimolate sulla Strip.




