Cover: Sol Restaurant. Foto Harold de Puymorin, HDP Photography
I solstizi sono momenti speciali nel perpetuo mutare delle stagioni, giorni estremi in cui il sole raggiunge il punto più alto o più basso rispetto all’equatore, rendendo le giornate straordinariamente lunghe o sorprendentemente corte. Si ispira alla magica atmosfera di questi appuntamenti astrali il nuovo Solstice Culinary Space, un hub culinario dinamico firmato dallo studio Snøhetta e specializzato in cucina del sud-est asiatico, con particolare attenzione alla Corea.
Come nasce il Solstice Culinary Space
Aperto nel cuore di Hong Kong, Solstice Culinary Space unisce tre diversi spazi: lo sperimentale Solstice Cooking Studio, il ristorante contemporaneo Sol Restaurant e Uncle Quek, un bistrot dalla formula più informale e veloce. Ogni ambiente ha una sua anima e un suo mood, ispirato al solstizio di inverno con toni più freddi, o a quello d’estate, con materiali e nuance più calde. «Progettando uno spazio che incarna le transizioni celesti, puntiamo a creare un’esperienza immersiva in cui il fluire del tempo sia percepibile in ogni dettaglio – dalla luce che cambia ai sapori che si evolvono nel piatto», afferma Ana Patricia Castaingts Gómez, Lead Interior Architect di Snøhetta.
Sol Restaurant: il lighting design ispirato al solstizio d’estate
La sala del Sol Restaurant è aperta, con grandi finestre, caratterizzata da cromie neutre e terrose e dall’utilizzo di finiture leggere e organiche, come il legno o le piastrelle in terracotta. Ogni dettaglio vuole ricordare la bella stagione, con leggere bruciature e sensazioni positive legate al calore. Anche la disposizione dei tavoli coadiuva il relax, mentre il soffitto concavo diffonde in modo delicato sia la luce naturale sia quella artificiale, avvolgendo la stanza in un bagliore soffuso.
Non sono state poche le difficoltà per raggiungere questo effetto, come spiegano gli architetti: «La geometria semicircolare è stata sviluppata intenzionalmente per amplificare la percezione dell’altezza, consentendo al contempo l’alloggiamento di una luce indiretta nascosta lungo il suo perimetro. Questa soluzione ammorbidisce il piano di copertura e dilata visivamente la dimensione verticale dell’ambiente, restituendo una percezione spaziale più ampia e ariosa nonostante i limiti di altezza. L’altezza dello spazio rappresentava uno dei principali vincoli progettuali. Per rispondere a questa condizione, il soffitto è stato lasciato a vista e valorizzato attraverso l’inserimento di un’illuminazione indiretta integrata in un elemento centrale semicircolare collocato nell’area principale della sala».
Alle due estremità del Sol Restaurant, due distinte installazioni luminose scultoree simboleggiano il sole e la luna, rappresentando la ciclica alternanza tra il giorno e la notte. Il risultato, di grande impatto, cela in realtà soluzioni abbastanza semplici, come spiegano da Snøhetta: «Il sole prende forma attraverso un corpo illuminante circolare applicato a parete, che rafforza la narrazione legata ai cicli solstiziali e al loro ruolo nel segnare il trascorrere del tempo e il mutare delle stagioni attraverso la luce. In contrapposizione, la luna è evocata attraverso una proiezione, introducendo nello spazio una dimensione più effimera e atmosferica».
Solstice Cooking Studio: la magica atmosfera del solstizio d’inverno
Il Solstice Cooking Studio, che rappresenta il solstizio d’inverno e la sua dimensione più introspettiva, è caratterizzato da tonalità profonde e materiche come il carbone e l’indaco, evocando la lunghezza delle notti e il silenzio della stagione più fredda. Un grande tavolo conviviale in acciaio inox è il protagonista assoluto della sala, le pareti e il banco della cucina a vista sono rivestiti di piccole mattonelle ceramiche lucide e cangianti blu scuro.
Anche in questo caso, sebbene con soluzioni “meno spettacolari”, lo studio del lighting è parte integrante del progetto, come sottolineano da Snøhetta: «L’illuminazione del Solstice Cooking Studio è concentrata principalmente sull’area di preparazione e cottura, con l’obiettivo di valorizzare il cibo e il processo culinario. Una luce puntuale e funzionale mette in risalto i piani di lavoro, rendendo chiaramente visibili sia gli ingredienti sia i gesti della preparazione».
«Le finiture metalliche lucide e le superfici nei toni del blu sono state scelte intenzionalmente per la loro capacità di interagire con la luce. Questi materiali riflettenti amplificano la luminosità, enfatizzano i punti di luce e conferiscono allo spazio un carattere pulito, preciso e coerente con la funzione gastronomica. Un’illuminazione più morbida nelle aree circostanti mantiene una continuità visiva con la cucina principale, senza sottrarre attenzione alla zona operativa».




