Cover photo: Credits Joel Esposito
Su una strada secondaria di Toronto una vetrina diffonde un bagliore intenso richiamando l’attenzione dei passanti mentre, al di là del vetro, una porta con un codice segreto nasconde Suite 115, il cocktail bar progettato da Atelier SUN. Uno spazio nato nel 2024 per celebrare la cultura della vita notturna attraverso un’esperienza originale, in equilibrio tra mistero e calore. Tutto inizia dalla raccolta lounge all’ingresso che prende ispirazione dai colori del tramonto: nel momento dell’apertura del bar, le pareti rosse illuminano lo specchio centrale che cattura i riflessi dei clienti e riporta la combinazione segreta per entrare nel locale.
Come Suite Atelier SUN ha interpretato la luce
All’interno, gli ospiti sono accolti in uno spazio intimo dove simmetria e illuminazione creano un’atmosfera unica: la sala lunga e stretta è caratterizzata da un profilo luminoso che percorre soffitto e pareti e divide idealmente l’ambiente in due, creando l’illusione di uno specchio retroilluminato centrale.
Tutti gli elementi del progetto sono disposti per accentuare questo effetto di riflessione: il bancone è composto da due moduli identici mentre le mensole sono divise dal profilo a parete. Anche la luce gioca un ruolo fondamentale: la sottile lampada a sospensione che attraversa tutta la lunghezza dello spazio e l’illuminazione incassata nelle mensole sembrano specchiarsi in corrispondenza del profilo luminoso.
Di fronte alla postazione del bartender, una serie di tavoli e sedie con piccole lampade da tavolo completano lo spazio. Andrew Sun, fondatore dello studio, racconta: «L’illuminazione ambientale è stata calibrata con molta attenzione: i tavoli sono illuminati da una singola fonte che fornisce la luce necessaria affinché gli ospiti possano leggere comodamente il menu, mentre l’atmosfera generale rimane volutamente morbida e suggestiva».
Uno spazio immersivo
Con Suite 115, Atelier SUN ha creato uno spazio immersivo in cui gli ospiti sono i protagonisti di un’esperienza sensoriale a metà tra mistero e calore intimo. Un gioco di riflessi e luci reso possibile anche dalla pianta lunga e stretta del locale, come sottolinea Andrew Sun: «Abbiamo scelto di abbracciare la forma allungata invece di contrastarla. Abbiamo lavorato sulla geometria usando luci, riflessi e zone d’ombra controllata per creare una profondità cinematografica, quasi come una sequenza di inquadrature.
Questo ritmo accompagna gli ospiti lungo tutto il bar, guidandoli intuitivamente e permettendo loro di vivere appieno l’illusione speculare lungo il percorso. Le proporzioni sono diventate un’opportunità per costruire una serie di momenti immersivi mentre ci si muove nell’ambiente. Ogni gesto luminoso e ogni scelta materica sono stati calibrati con precisione per ampliare la percezione della larghezza e accentuare il carattere atmosferico e leggermente futuristico del bar».




