Light + Building: che cosa abbiamo visto di nuovo (e interessante) alla fiera di Francoforte (parte 1)

Un primo giro tra gli stand di Light + Building 2026: installazioni, nuovi sistemi di controllo della luce e soluzioni progettuali presentate dalle aziende più interessanti della fiera di Francoforte.
Un primo giro tra gli stand di Light + Building 2026: installazioni, nuovi sistemi di controllo della luce e soluzioni progettuali presentate dalle aziende più interessanti della fiera di Francoforte.
Cover foto: Stand Aromas, Foto Davide Farabegoli

Light + Building 2026 conferma il proprio ruolo di piattaforma internazionale di confronto per il mondo dell’illuminazione tecnica e architetturale. La fiera di Francoforte si presenta come uno spazio di racconto e condivisione, in cui molte aziende scelgono di mettere in evidenza processi, ricerca e capacità progettuali, oltre alle novità di prodotto. 

Il quadro generale riflette anche l’attuale scenario internazionale: alcune assenze tra gli espositori storici e una presenza più selettiva del pubblico sono elementi percepibili, così come alcune defezioni dell’ultimo minuto. Allo stesso tempo, nei padiglioni il confronto resta vivo e concreto. A muoversi tra gli stand sono soprattutto lighting designer, architetti e operatori del settore, interessati a leggere da vicino nuove soluzioni tecnologiche legate al controllo della luce, all’efficienza energetica e a un uso più consapevole delle risorse. Ne emerge una fiera forse meno affollata, ma concentrata e orientata alla qualità dello scambio.

Entrando in Hall 3.1, ogni stand diventa un piccolo mondo a sé, un frammento di racconto in cui le aziende scelgono come presentare il proprio approccio, spesso affidandosi a installazioni capaci di accompagnare il prodotto e chiarirne il senso.

1. L’installazione di D’Alesio&Santoro allo stand di Prolicht. Foto Davide Farabegoli

È il caso di Prolicht (Hall 3.1 – Booth E58). Lo stand si apre con una stanza completamente buia, un passaggio introduttivo che sintetizza i tre concetti alla base della ricerca del brand: Point, Line, Shape. Un linguaggio essenziale che guida il visitatore lungo un percorso in cui la luce è trattata come uno strumento progettuale. Al centro, l’installazione curata da D’Alesio&Santoro (protagonisti della lecture di ATMOSFERA Mag in programma il prossimo 24 marzo) utilizza prodotti a catalogo assemblati in una composizione che trasforma punti, linee e forme in segni luminosi nello spazio. Un intervento misurato, che accompagna il prodotto senza sovrastarlo.

2. Stand Prolicht, Foto Davide Farabegoli

Solo in un secondo momento emergono anche le novità: soluzioni controllabili tramite protocollo Matter, pensate soprattutto per applicazioni di piccola scala, e la collaborazione con OIDO, che estende la ricerca anche al tema dell’acustica. Chiude il percorso Line in Motion, un sistema modulare flessibile, configurabile in diverse forme, dove vetro e metallo trovano un equilibrio tra rigore architettonico e presenza decorativa.

3. Angram, stand Targetti. Foto Davide Farabegoli

Poco più avanti, il tema del soffitto diventa centrale nello stand di Targetti (Hall 3.1 – Booth D55). L’azienda presenta Anagram, progetto sviluppato con Park Associati, nato per rispondere a un’esigenza progettuale molto precisa: superare il tradizionale controsoffitto modulare. Il sistema propone un’alternativa integrata che riunisce in un unico elemento illuminazione, comfort acustico e diffusione sonora, con corpi illuminanti ad elevato controllo dell’abbagliamento. La struttura modulare, composta da pannelli acustici e binari elettrificati, è pensata per essere ripetuta e riconfigurata potenzialmente all’infinito. Una soluzione che va oltre il controsoffitto tecnico standard e restituisce ai progettisti maggiore libertà compositiva.

5. Saliscendi, stand Stilnovo. Foto Davide Farabegoli

Tra le presenze più marcatamente decorative si segnala l’italiana Stilnovo (Hall 3.1 – Booth F75), storico brand oggi parte del gruppo Linea Light. La partecipazione in fiera è costruita attorno a una rilettura dell’archivio, affiancata da nuove collezioni. Tra i restyling spicca la celebre lampada Saliscendi disegnata nel 1957 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, proposta in nuove finiture bianco e nero opaco che ne aggiornano l’immagine senza alterarne il carattere originario. Accanto a questo progetto iconico debutta Nido, collezione disegnata da Paolo Cappello, declinata in applique, sospensioni e piantane. Il sistema è composto da coppette orientabili verso l’alto e verso il basso, con un gioco controllato tra superfici lisce e struttura opaca. Tra le novità compare anche Papylia, design di Giuseppe Maurizio Scutellà, una famiglia di lampade in cui l’intreccio di vetri con linee satinate richiama la sovrapposizione dei petali. A luce spenta, il corpo luminoso tende quasi a scomparire, lasciando spazio alla trasparenza del materiale.

6. L’illuminazione outdoor con le novità allo stand Linea Light. Foto Davide Farabegoli

Il percorso prosegue nello spazio di Linea Light (Hall 3.1 – Booth F75), dove il focus si concentra sull’illuminazione outdoor e sul tema della sostenibilità. L’azienda presenta una gamma di apparecchi BUG 0, progettati per evitare emissioni verso il cielo notturno e ridurre l’inquinamento luminoso. Tra le soluzioni più interessanti i bollard Drift e Buzzer, caratterizzati da una distribuzione del flusso pulita e controllata, pensata per definire i camminamenti in modo uniforme. Per il giardino debutta la famiglia Filray e Filray Spot, sottili steli con picchetto che alternano luce diffusa e accenti puntuali, ideali per valorizzare il verde con discrezione. Completa la proposta un sistema applicativo pensato soprattutto per il residenziale, che consente una gestione semplificata degli scenari luminosi tramite smartphone.

7. L’ingresso allo stand 3F Filippi. Foto Davide Farabegoli

A chiudere questo primo giro tra gli stand, vale la pena soffermarsi su un prodotto che rappresenta bene l’approccio più industriale della fiera. 3F Filippi (Hall 3.1 – Booth D55) presenta Savena28, una nuova interpretazione della lampada stagna. Un prodotto sviluppato per rispondere in modo diretto alle esigenze di progettisti, installatori e utilizzatori finali, puntando su installazione rapida, affidabilità e standardizzazione. Savena28 è il risultato di un investimento industriale significativo, supportato da una linea produttiva dedicata in grado di realizzare una lampada ogni 30 secondi. Un esempio concreto di come l’innovazione, in questo contesto, passi anche dalla capacità di rendere il prodotto semplice, replicabile ed efficiente, mantenendo al tempo stesso il controllo sulla qualità.

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