Castello di Lombardia a Enna: quando la luce diventa rigenerazione urbana

Il progetto, firmato dall’architetto Andrea Caporali con lo lo studio Omphalos, ha integrato un nuovo sistema di illuminazione sviluppato con Platek per migliorare la fruizione del sito, rispettare il contesto storico-archeologico e connettere la fortezza al tessuto urbano.
Il progetto, firmato dall’architetto Andrea Caporali con lo lo studio Omphalos, ha integrato un nuovo sistema di illuminazione sviluppato con Platek per migliorare la fruizione del sito, rispettare il contesto storico-archeologico e connettere la fortezza al tessuto urbano.

Simbolo della città siciliana, il Castello di Lombardia, una delle fortezze medioevali più estese e meglio conservate d’Italia, è stato il centro di un importante piano di valorizzazione conclusosi nel 2025. Promosso dal Comune di Enna e realizzato con fondi PNRR, il progetto, affidato all’architetto Andrea Caporali con il supporto di studio Omphalos, ha coinvolto l’intero sistema di spazi pubblici che conduce alla fortezza: viale Nino Savarese, piazza delle Rimembranze, la Rocca di Cerere e i percorsi pedonali adiacenti. L’intervento, sviluppato con un approccio multidisciplinare per rispettare i vincoli storico-archeologici, ha saputo coniugare l’attenzione al paesaggio e al patrimonio con soluzioni performanti, migliorando la funzionalità d’uso e rafforzando l’identità culturale del sito. Particolare rilievo ha avuto l’orientamento alla sostenibilità ambientale e alla connessione con il tessuto urbano.

Foto Ottavio Tomasini

Una nuova luce per il Castello di Lombardia

Valorizzazione e tutela, questi sono i principi alla base della progettazione illuminotecnica studiata dagli architetti per dare a questo luogo storico una luce funzionale e discreta, mai invasiva. Il risultato è un progetto che rende il Castello di Lombardia protagonista e, allo stesso tempo, lo armonizza nel paesaggio, promuovendone la fruizione culturale e connettendolo alla città tramite una rinnovata viabilità e percorsi panoramici.

Foto Ottavio Tomasini

Platek e il progetto di Enna

Alla riqualificazione ha partecipato attivamente Platek, azienda specializzata nell’outdoor lighting, con la fornitura di una gamma completa di soluzioni d’illuminazione, anche custom, per rispondere a differenti esigenze. I prodotti sono stati scelti perché visivamente poco invadenti, robusti strutturali e dotati di ottiche di precisione.

«Platek è stata scelta a seguito di un’attenta valutazione, in relazione alle esigenze tecniche e architettoniche del progetto. A fare la differenza è stata l’ampia gamma di corpi illuminanti realizzati per durare, resistenti agli agenti atmosferici e contraddistinti da un design sobrio ed elegante: una presenza discreta, in grado di dialogare con l’identità dei luoghi senza alterarne l’equilibrio», dichiara l’architetto Caporali.

Foto Ottavio Tomasini

Soluzioni illuminotecniche per ogni spazio

Per ogni area del complesso è stata scelta una soluzione illuminotecnica specifica, pensata per rafforzare le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche. La scala che collega Viale Nino Savarese al Museo del Mito è stata risolta installando il segnapasso minimale Tikal.

Foto Ottavio Tomasini

I paramenti murari del Castello, della Rocca di Cerere e dei percorsi pedonali sono stati illuminati con proiettori su palo Sun, mentre il costone roccioso è illuminato dal basso con gli incassi a pavimento Medio, “annegati” nella ghiaia.

Foto Ottavio Tomasini

In piazza delle Rimembranze sono stati utilizzati elementi a incasso Mini per le alberature e il Monumento ai Caduti, affiancati dai pali modello Tris per le superfici pavimentate. Infine, i segnapasso Spy, integrati nei muretti, guidano il cammino verso la Rocca di Cerere con una luce delicata.

Foto Ottavio Tomasini

Si tratta di un progetto di luce che non solo valorizza l’esistente, ma lo racconta in modo rispettoso, coerente e contemporaneo. In un luogo così ricco di storia e simboli, questo rappresentava l’obiettivo più importante.

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