Le 9 architetture protagoniste delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 (che ridisegnano città e territori)

Nuovi edifici, villaggi per gli atleti e infrastrutture esistenti riqualificate per l’occasione. Un percorso tra le venue e i progetti architettonici più rilevanti dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, pensati per restare nel tempo.
Nuovi edifici, villaggi per gli atleti e infrastrutture esistenti riqualificate per l’occasione. Un percorso tra le venue e i progetti architettonici più rilevanti dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, pensati per restare nel tempo.

Infrastrutture, villaggi e interventi che promettono di rimanere in eredità alla città e al territorio: le architetture protagoniste dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 sono nate in seno alla manifestazione o sono state riqualificate per ospitare le gare, ma in ogni caso sono state progettate con occhio alla funzionalità e alla sostenibilità ambientale.

Scopriamo assieme i principali interventi architettonici – molti firmati – legati alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Milano

Costruito sul terreno dell’ex Scalo Romana, proprio di fronte alla Fondazione Prada, il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Milano si ispira alle classiche case di ringhiera meneghine. Progettato da SOM – Skidmore, Owings & Merrill (la direzione lavori è stata affidata ai local di Progetto CMR), il villaggio è composto da 6 palazzine di nuova costruzione e da due edifici ex FS riqualificati completamente. L’intervento si fregia del riconoscimento Leed Gold grazie ad accorgimenti che annullano le sue emissioni, come le pompe di calore, il fotovoltaico da 1 MW, il sistema di recupero delle acque piovane.

Al termine delle Olimpiadi Milano-Cortina, il quartiere verrà riconvertito in uno studentato universitario con 1700 posti letto, servito da negozi, bar e con spazi verdi pubblici.

Arena Milano

Tra le archistar chiamate a lasciare il segno per le Olimpiadi Milano-Cortina lo studio David Chipperfield Architects in collaborazione con Arup, che ha firmato il palazzetto polifunzionale Arena Milano, in zona Santa Giulia. Presumibilmente il primo tassello della rinascita del quartiere a lungo abbandonato, la struttura è ispirata agli anfiteatri romani e ha una capienza di 16.000 posti. Dentro ci sono due livelli sopra il parterre e un top level con sky box e lounge; all’esterno, l’arena appare composta da tre anelli che fluttuano l’uno sull’altro. Si tratta di enormi ledscreen, che possono essere programmati con messaggi e grafiche speciali per ogni evento.

Il Bivacco Carlo Ratti 

Il bivacco alpino firmato da CRA-Carlo Ratti Associati, in collaborazione con il Salone del Mobile.Milano interpreta in chiave moderna ed ecosostenibile il tema del rifugio ad alta quota per escursionisti. Fabbricato in legno lamellare, aerogel e metallo con impianto fotovoltaico integrato, ha un peso contenuto che lo rende facilmente trasportabile, ma garantisce ottimo isolamento termico; pensato per mimetizzarsi nel paesaggio, ha una facciata completamente vetrata e, in caso di foschia o brutto tempo, una luce rossa si accende trasformandolo in una lanterna e rendendolo visibile anche a grande distanza. Il bivacco sarà un padiglione urbano durante le Olimpiadi e verrà poi trasportato e installato in montagna.

Carlo Ratti ha anche firmato le torce olimpiche e paralimpiche per i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. Battezzate Essential in virtù delle loro linee minimaliste, sono composte prevalentemente da materiali riciclati (una lega di alluminio e ottone) e la fiamma è alimentata con bio-GPL.

I Villaggi Olimpici di Cortina e Predazzo 

Sono stati previsti anche due Villaggi Olimpici e Paralimpici nelle località montane più vicine agli impianti. Quello di Cortina è formato da 377 casette prefabbricate in legno, alloggi mobili dotati di ogni comfort e con sistemi domotici all’avanguardia che verranno reimpiegati (non è ancora dato sapere come e dove) al termine delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

L’insediamento di Predazzo, in Val di Fiemme, è composto da un insieme di aree esistenti, padiglioni ristrutturati e nuove strutture, all’interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza.

Milano Ice Skating Arena

Ammodernato per l’occasione, il Forum di Assago – alla periferia sud-ovest del capoluogo – avrà anche dopo la fine dei Giochi Olimpici una pista di ghiaccio permanente. L’arena si adatta alle esigenze di tutti gli sport su pattini: con ghiaccio più sottile e resistente per lo short track, leggermente più spesso per il pattinaggio di figura.

Sono previste anche alcune sedi temporanee a Fieramilano. Quattro padiglioni ospiteranno la Milano Speed Skating Arena per le gare di pattinaggio di velocità e la Milano Rho Ice Hockey Arena.

Curling Olympic Stadium di Cortina

Costruito nel 1955 in occasione dei primi Giochi Olimpici Invernali in Italia, l’impianto è stato ristrutturato e ha una capienza di 3500 posti. Come suggerisce il nome, sarà la casa delle gare di curling.

Impianti sciistici e snow park: gli interventi sulle infrastrutture di montagna

In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 sono stati riqualificati gli impianti sciistici di Bormio e le piste dello Stelvio; migliorato anche il Livigno Snow Park, con curve paraboliche, salti, “woops” e muri scavati nella neve ideali per le competizioni di snowboard e di sci freestyle.

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