Nagasaki Lantern Festival: luce, musica e danza per il Capodanno cinese in Giappone

Un festival cinese che dagli anni ’90 trasforma Nagasaki in uno spettacolo luminoso diffuso: oltre 15.000 lanterne, installazioni e spettacoli legati al Capodanno lunare raccontano una tradizione oggi parte integrante dell’identità culturale della città.
Un festival cinese che dagli anni ’90 trasforma Nagasaki in uno spettacolo luminoso diffuso: oltre 15.000 lanterne, installazioni e spettacoli legati al Capodanno lunare raccontano una tradizione oggi parte integrante dell’identità culturale della città.

Il Nagasaki Lantern Festival, celebre in Giappone e in tutto il mondo per l’esplosione di luce, sfilate e spettacoli che lo accompagnano, cade il quindicesimo giorno del primo mese lunare e segna la chiusura del ciclo del Capodanno. Un evento profondamente sentito, ma nato solo a partire dagli anni Novanta, quando nel quartiere di Shinchi Chinatown — oggi uno dei fulcri del festival — mercanti e famiglie cinesi hanno fatto tesoro dei riti, dei simboli e delle celebrazioni della propria infanzia, tra cui, in questo periodo dell’anno, l’esporre le lanterne come gesto propiziatorio lungo strade, parchi, corsi d’acqua e porticati. Una tradizione che, nel tempo, si è trasformata in un evento di risonanza internazionale. Oggi il festival è uno dei momenti più attesi del calendario invernale giapponese: oltre 15.000 lanterne e installazioni illuminano la città per celebrare l’arrivo della primavera e, insieme, la storia stessa di Nagasaki come luogo di contaminazione culturale armoniosa. L’edizione 2026, in programma dal 6 al 26 febbraio, prosegue questo spirito di continuità, promettendo un’atmosfera ancora più partecipata e spettacolare.

Dove prende forma il Nagasaki Lantern Festival

Le principali aree interessate sono Shinchi Chinatown, Minato Park, Central Park, il fiume Nakashima e diverse piazze e strade del centro. Tuttavia, il festival è concepito come un’esperienza diffusa: l’intera città si trasforma in un paesaggio luminoso, con lanterne sospese, installazioni monumentali, figure mitologiche illuminate e decorazioni che cambiano in base al contesto urbano. Non esiste un unico “luogo del festival”, ma una serie di punti collegati dalla luce, pensati per essere attraversati lentamente, a piedi.
1. Nagasaki Lantern Festival, Courtesy JNTO

Un festival da vivere, passo dopo passo

Il Nagasaki Lantern Festival è un’esperienza a tutto tondo. Le lanterne – rosse, dorate, decorate con simboli zodiacali e figure della tradizione cinese – si ritrovano ovunque:  nelle parate in costume, negli spettacoli di musica tradizionale e nelle performance degli artisti locali. L’atmosfera è quella di una vera e propria festa: bancarelle di street food, dolci del Capodanno lunare, famiglie che passeggiano la sera, bambini che giocano sotto le installazioni luminose. Ma oltre alla dimensione spettacolare, la luce porta con sé un valore simbolico e spirituale – protezione, prosperità, rinnovamento – che si riflette in un’esperienza fatta di contrasti e di passaggi bruschi dalle zone dense a quelle improvvisamente silenziose.

Durante questo periodo di circa due settimane, le lanterne vengono accese ogni sera, dal tramonto fino a tarda notte, motivo per cui non esiste una vera e propria “serata clou”. Il Nagasaki Lantern Festival è gratuito e aperto a tutti; non sono necessari biglietti per accedere alle aree allestite o agli eventi principali. Alcune attività specifiche o spettacoli al chiuso possono richiedere una prenotazione, ma il festival è pensato per essere vissuto liberamente, attraversando la città.

2. Nagasaki Lantern Festival, Courtesy JNTO

Come muoversi durante il festival

Il festival è concepito per essere raggiunto senza automobile. Secondo le indicazioni JNTO, l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese, il “main stage” è facilmente accessibile tramite il tram cittadino, con fermata in prossimità della Chinatown, vicino al Parco di Minato. L’ideale è arrivare al tramonto, quando le lanterne iniziano ad accendersi, intorno alle 17:00. Da lì, non resta che lasciarsi guidare dall’istinto (e dalle luci), senza alcun bisogno di seguire un itinerario studiato a tavolio. Come tutte le feste autentiche, funziona meglio quando si accetta di perdersi un po’.

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